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giovedì 15 dicembre 2016 10:00:00

Non passa giorno che non si trovi un vino “anforato” da degustare e quando non è “anforato” è aranciato, però aranciato non si può dire perché quella tonalità indirizza all’eno-cadaverico, per cui si parla dottamente di “orange”, così i più sprovveduti in vino, ma acculturati in dinastie europee, lo pensano abbinabile ai Paesi Bassi.

Scherzi a parte, ormai questa eno-filosofia è assurta a idealizzazione di un far vino in sintonia con l’ambiente, per cui c’è già l’appropriazione in corso dell’essere “naturale”.

Oggi c’è capitato sotto le grinfie gusto-olfattive il Serragghia Bianco 2013, IGP Terre Siciliane, prodotto in contrada Serragghia a Pantelleria da Gabrio Bini. Il vino è fatto con uva zibibbo con pianta coltivata ad alberello pantesco d’età stimabile in circa 58 anni. Chiaramente tutto è fatto a mano e ciò che non lo è, è tutto lasciato alla naturalità del divenire.

Quindi niente trattamenti in vigna, lo stesso in cantina; la fermentazione è nature, fa macerazione su bucce per sette mesi e sono impiegate anfore provenienti dalla Spagna.

Due sono le opzioni di degustazione: con o senza decantazione. Nel secondo caso (senza) il deposito sarà assiduamente espressione di velata torbidezza, noi abbiamo preferito la decantazione. Quindi il colore brillava e brillava di pietra ambra, chiara in tonalità. L’impatto olfattivo moscateggia in versione evolutiva: già fico bianco secco, scorza d’arancia amara candita, cumino, finocchietto selvatico, rosmarino, albicocche in confettura, uvetta sultanina, legno d’oriente, rabarbaro, un po’ di curry e fico d’india. Molto sorprendente è il gusto. Impatto voluminoso molto sottile, tesse una morbidezza delicatamente sapida e un candore alcolico di soli 12,5% vol. I suoi sapori si sciolgono senza timbrare il tono dell’estrazione del colore dalla buccia, semmai non riesce a compiere fino in fondo il suo ritornello aromatico nel ricordo retro olfattivo, però la sua gradevolezza è straordinaria. Un vero must, da assaggiare.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)