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venerdì 12 luglio 2013 10:15:00

Non tragga in errore il titolo, non ci sono giochi di parole, si tratta del vino dolce girondino per eccellenza: lo Château d’Yquem.

Bloomberg News pubblica un dato uscito su Liv-ex-market, in cui si indica che il prezzo di una cassa di Château d’Yquem della vendemmia 1990 è stata venduta per 2.700 sterline, ovvero 3.131 euro, quindi 522 euro a boccia.

La vendemmia 1990 di Yquem raggiunse il punteggio di 99/100 dal critico statunitense Robert Parker e solo il 2001 gli è superiore con 100/100.

Perché allora si parla di declino?

Beh, il prezzo è in costante discesa, già in un anno ha perso il 20% del suo valore, infatti a marzo 2012 era quotato 3.380 sterline (3.919 €), mentre il picco nella quotazione lo raggiunge a settembre del 2011 con 3.400 sterline.

Gli esperti in materia stanno studiando la cosa, perché questo processo involutivo potrebbe allargarsi anche ad altri top Bordeaux. Da una parte c’è stata, e forse è ancora in atto, un po’ di disattenzione verso il dolce da uva appassita con muffa, dall’altra sembra che l’attenzione di molti investitori si sia spostata verso vendemmie più recenti.

Se da una parte la cosa è molto sorprendente, nonostante una specie di protezione monetaria da parte dell’azienda che ha scelto di non uscire con la vendemmia 2012, per rinforzare la concettualità di un’azienda che al di sotto di un certo standard di qualità non è intenzionata a scendere,  dall’altra ciò evidenzia ancora il fatto che la crisi del “dolce” non è stata del tutto assorbita.

Nonostante questa débâcle del giugno 2013, l’incremento di valore tra il prezzo di uscita e quello attuale è ancora sostanzioso, basti pensare che poco meno di dieci anni fa lo si vendeva a 1.600 sterline.

Comunque sul mercato generalista dell’Yquem la vendemmia 1990 resta alle spalle del 2010, del 2009 e del 2001.

Qualcuno ha ventilato l’ipotesi che questa decadenza di prezzo sia da imputare a una mancata tenuta organolettica dell’annata. I riscontri ricevuti però escludono categoricamente questa pazza idea: il vino è in piena forma! Questa è la replica un po’ stizzita dei vari investor.

Da parte nostra i commenti organolettici non li facciamo, però notiamo che qualcosa nel mondo bordolese sta ondeggiando, alcune premier 2013 hanno creato dei rumors non del tutto positivi; per ora attendiamo gli eventi, anche perché 522 € a bottiglia non sono certo bruscolini.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)