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martedì 4 ottobre 2016 09:30:00

È il syrah il vitigno che domina l’enologia in rosso d’Australia, fa ormai parte di quel collettivo eno-immaginario tanto da paragonarlo, a dire il vero con poca attinenza, all’alta Valle del Rodano: però La Landonne, La Turque e La Mouline sono davvero il vero.

In Australia non mancano i vignaioli italiani e loro qualche cultivar dallo stivale l’hanno piantata. A McLaren Vale, giusto sotto Adelaide e sopra la penisola di Fleurieu, la storia di fare vigna è centenaria, le condizioni di terreno e di clima sono ottime, soprattutto quest’ultimo mitigato nei suoi eccessi dalle brezze marine e collinari. In certi punti è un clima mediterraneo, in altri quasi toscano, tanto da far vegetare bene il Sangiovese. In questo outback del sud giunse nel 1956 la famiglia Zerella, in fuga da una Campania con problematicità lavorativa: si mise a fare vigna e vino, divenendo un punto di riferimento per la regione. Gli Zerella non abbandonarono le viti italiane, così oltre al fiano, all’arneis e al nero d’Avola, piantarono il sangiovese. Adesso le vigne hanno 15 anni e il succo del “sangue di Giove” c’è in pieno. Il vino si chiama Etrurian Sangiovese McLaren Vale, La Gita, l’anno è il 2013, alcol 14,5%. La vendemmia è manuale, segue la diraspatura e la macerazione a freddo per 10 giorni. Fermentazione con bucce per 20 giorni, poi svinatura e pressatura. Matura in barrique (30% nuove e francesi) per 20 mesi.

Ne esce un Sangiovese molto colorato, in cui però quel tono tipico di rubino ciliegia tinteggia l’orlo. Ha espressione olfattiva fruttata dall’intenso tono di mora, anche di gelso, di succo di arancia rossa, di ribes. Speziato e tostato non trattengono l’esuberanza, c’è ancora della vaniglia, ma pepe nero e liquirizia stanno per attutirla; molto ben coesa è la nota odorosa del cioccolato al latte, sfaccettata nel finale balsamico. Gusto orientato nella modernità. Fresco sì, ma con ovattatura leggermente sciroppata, tannino sostanzioso e “grasso”, sapidità insistente nel finale di bocca arricchito da saltellanti (wallaby) retro aromi fruttati e mentolati. Finalmente un’espressione di new sangiovese che non mette la maschera a tutto il viso del vitigno.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)