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mercoledì 27 marzo 2013 12:00:00

Tempo fa scrivemmo del vino sacrificale, adesso facciamo ammenda perché ci era sfuggita una vera chicca funerea in fatto di packaging del vino e cioè una specie di cuvée dei morti.

Il norvegese Daniel Brokstad è un graphic design e fotografo dall’acume artico e dalla genialità glaciale.

Nel suo percorso di studio e di destrutturazione del politically correct enologico ha creato un gamma di vini neri, goticheggianti e maledetti, come dei vini “posseduti”, da esorcizzare.

L’artista chiaramente non ha prodotto vino, in Norvegia non lo si fa, ha voluto però aggredire il concetto del politicamente corretto delle etichette di molti vini, che vogliono mostrarsi eleganti ma si generalizzano in una entità del visibile piena di banalità e di stereotipi.

Daniel Brokstad ha voluto snaturare la finta gentilezza delle etichette e del packaging e ha proposto l’immagine di un vino cattivo, maledetto, che si miscela dentro una visione occulta con inclinazione a un malefico oscuro.

I nomi per i vini sono una chiara esemplificazione del suo messaggio: Pinot cattivo e demone malefico, Cuvée della vecchia strega.

Comunque la linea enologica che ha immaginato per commercializzare questo ipotetico vino è: Possession, the unholy wine collection.

Le cuvée rispondono al nome di Evil Demon - Bloody (insanguinato) Syrah, Haunting Ghost  -Spooky (spettrale) Cabernet e Old Witch - Cursed (dannato) Pinot Noir.

Le bottiglie rigorosamente nere, sono custodite nel loro astuccio, o meglio nella loro bara, anch’essa di colore nero, un nero lucido, che  effettivamente dà un reale senso di esclusività mortale o quantomeno funerea alla serie.

Il risalto visivo è immediato e vibrante, tanto da rendere istantaneamente concettuale l’elegante, seppur mortuario, design.

Commento: brrr!

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)