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martedì 12 luglio 2016 10:30:00

Joshua Lederberg è stato un biologo molecolare americano. Coniò nel 2001 il termine “microbiome”, con cui si intendono la totalità dei microrganismi e il loro materiale genetico collettivo che è presente nel corpo umano, all’interno e all’esterno. In parole semplici si intende che il nostro corpo, dentro e fuori, è abitato da piccolissimi organismi indigeni, una microflora che possiamo coltivare in modo positivo o negativo. Sì, perché questa presenza, chiamiamola collezione, è molto utile al nostro organismo e come tutte le collezioni, vanno curate perbene. Oggi quella scoperta è oggetto di studio e Tim Spector del King’s College London si e dedicato alla materia, studiando gli effetti dietetici in grado di contribuire al miglior mantenimento della collezione della nostra microflora. Gli aspetti della dieta che creano beneficio sul “microbiome” superano certe convenzioni e stritolano molti dogmi collegati a calorie e cibo, a grasso e non grasso, tanto che c’è molta incertezza sul fatto che ciò che non ingrassa sia favorevole a mantener la collezione di microflora. Infatti, rispettare e contare le calorie, evitare il cibo molto grasso, non saltare i pasti, non dà certezza di salvaguardare i nostri microbi autoctoni.

La cosa certa, secondo il Dr. Spector, è che non c’è ancora un’idea precisa di come una dieta possa lavorare al meglio per i microrganismi, infatti una dieta grassa a base di olio evo e di formaggio, comparata con quella quasi senza grassi, quella più grassa risulta più salutare. Mistero? Quasi sì, infatti, Spector puntualizza: non esiste dieta che sia adatta a tutti! E a dire il vero non ci sembra una grande novità. La cosa certa è che un’alimentazione non variata è più pericolosa per i batteri rispetto a una dieta molto diversificata negli alimenti. La monotonia nell’alimentazione può diminuire anche del 40% la diversità del “microbiome” residente nella nostra pancia e che potrebbe corrispondere alla perdita fino a 1.200 tipi di batteri.

Il suggerimento è mangiare di tutto, che non vuol dire affogare nel cibo. Inserite il consumo del cioccolato e del vino, soprattutto rosso, questi ultimi molto utili ad aumentare il numero dei batteri. Qualcosa da aggiungere? Lo sospettavamo, un po’ di vino fa salute a tutti.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)