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giovedì 12 settembre 2013 14:30:00

Il professor Miguel Martinez-González ha prodotto uno studio su vino e depressione, lo ha pubblicato il BMC Medicine Journal.

Sono anni che si parla degli effetti benefici del vino assunto con molta moderazione, soprattutto da quando è uscito allo scoperto il resveratrolo, un fenolo presente nella buccia dell’uva a cui è attribuito un’azione antitumorale, di fluidificazione del sangue per cui limita anche il rischio trombosi, e infine è anche antinfiammatorio. A dire il vero è molto utile anche come antiaging sul tessuto cutaneo ed è sfruttato nella produzione di creme al vino. Insomma questo resveratrolo sembra una specie di global toccasana.

Poi indagando tra una spa e l’altra si scopre che c’è il bagno all’olio di vinaccioli, ci sono gli impacchi al burro di uva, c’è l’impacco tonificante al fango di vinaccioli, c’è l’impacco al lievito di vino, c’è il peeling massage al mosto e ai semi di uva, c’è il massaggio esfoliante a base di vinacce e il massaggio al Brunello. E ancora c’è il gommage ai vinaccioli, l’idromassaggio ai polifenoli, c’è il bagno nel Sangiovese per rassodarsi, c’è un benessere piedi ancora al Sangiovese (non sappiamo se grosso o piccolo – ndr –), c’è il Barrique Cuvée Wine Treatment Body agli estratti aromatici d’uva e foglie, c’è il Pure Barrique Wine Experience Bath, cioè trenta minuti in ammollo in una botte di vino spumeggiante all’aroma di grappoli e foglie di vite, c’è il Merlot Body Treatment con bagno salato all’uva con impacco di uva Merlot, argilla, miele e aloe vera (60 minuti a 124 €, tanto per dare un’idea); infine c’è lo Chardonnay Olive-Oil Sugar Polish, cioè esfoliazione con olio d’oliva ed estratto di vinacciolo di chardonnay.

In Argentina, per rispettare la tradizione c’è il Crushed Malbec Scrub, acini e olio di vinaccioli per eliminare le cellule morte e a seguire l’immersione in un bagno alla bonarda frizzante per stimolare la circolazione, e massaggio finale all’olio di semi di vite, durata 90 minuti costo 92,50 €.

Poi c’è anche il vino per bere, verrebbe da dire!

Saltiamo questa scontata affermazione, però siamo sicuri che sia scontata? Ok: optiamo per scontata.

Di certo però non è scontata la notizia che segue: assumere da due a sette bicchieri di vino a settimana riduce il rischio di diventare depressi, base di riscontro sul 32% della media oggetto d’indagine.

Oggetto dell’indagine sono stati 5.550 bevitori, intendendo con ciò da moderati a poco moderati, che se raffrontato con il dato di cui sopra possiamo dire che sette bicchieri a settimana corrispondono a un bevitore moderato e due a uno moderatissimo.

A detta del ricercatore questo limitato uso di vino esercita una specie di azione antidepressiva e di protezione verso i problemi alle coronarie, ritendendo che la depressione e i disturbi cardiaci possano andare a braccetto.

Noi non abbiamo la competenza per commentare, semplicemente registriamo ed esponiamo, e non giudichiamo nemmeno il titolo in inglese, che potrebbe suonare pressappoco così: un bicchiere di vino al giorno toglie la depressione di torno!

Per l’intanto continuiamo a… meditare.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)