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lunedì 10 giugno 2013 11:15:00

Dopo le chewingum senza zucchero, il latte scremato, le caramelle dietetiche e tutto quello che di gastronomico gira intorno al “low fat”, Diet Coke inclusa, ecco sbocciare nel mercato il low-calorie wine.

È ancora una volta il mercato statunitense a trainare la moda, in primis perché il 20% degli americani è a dieta (o così affermano) e soprattutto alcune personalità del mondo dello spettacolo hanno cavalcato questa onda. In realtà è qualche anno che si parla di questo tipo di bevanda, la prima linea fu Skinnygirls Wines e prima ancora, nel 2005 fu Beringer (Napa Valley) a lanciare il White Lie, reclamizzato per i suoi 9,8% di alcool e 97,4 calorie ogni 148 millilitri: il lancio però non produsse effetti commerciali, era troppo presto.

C’è anche chi ha fatto una comparazione tra le due cose. Ogni 148 millilitri di vino al 12% di alcool fornisce 100 calorie, mentre il vino low-calorie ne fornisce 95 (l’aspetto sembra una specie di pettinata di bambole, ndr).

Comunque un plauso va al Bella Marlborough Sauvignon di Invivo Wines e al The Doctors Sauvignon Blanc di Forrest Winery ancora a Marborough.

Molto futuribile e glaciale nel packagins è la linea Cool Harvest di Jacob’s Creek, che sfoggia vitigni come il Vermentino, il Sauvignon Blanc e un rosé a base Shiraz; infine c’è l’ultimo nato, lo Sparking Sauvignon Blanc (spumante).

Anche la nota azienda di prodotti dietetici Weight Watchers ha prodotto un vino a basso contenuto di calorie, si chiama Fruity White Wine ed è prodotto in Germania; le calore sono solo 75 per 125 ml.

Comunque per coloro che vorranno perdere peso è più utile bere acqua, però se proprio v’intriga il vino e non volete rinunciare all’appeal del suo colore sulla vostra tavola, ci ha pensato Torres a venirvi incontro. Il vino (scusateci l’uso improprio del termine) si chiama Natureo, ha 0,5% alcool e 20 calorie per bicchiere. Dopo il bianco da Moscatel, sono arrivati sul mercato il nuovo vino, un Rosé e un Rosso. Miguel Torres Maczassek si spiega che questi vini sono dealcolizzati con un nuovo sistema (Spinning Cone Column) che consente di trattenere una bilanciata e gradevole corrispondenza gusto olfattiva.

Da qui ad affermare che questa sia la nuova frontiera del bere il passo è lungo, lo stesso si può dire se la consideriamo l’alternativa ai soft-drink di ultima generazione.

Che dire di queste nuove soluzioni di beva? Torres afferma che è stato un grande successo in molte nazioni, però non le cita; Skinnygirlswine e Skinnyvine sono in piena esplosione, la prima con 8,1 milioni di dollari di fatturato, la seconda ha già venduto 100.000 casse. È un fenomeno? Questo è un vero punto interrogativo! Per ora in Italia siamo degli spettatori, ci convince ancora la dieta mediterranea e qualche gotto di vino a cui non è stato fatto il lifting.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)