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lunedì 30 dicembre 2013 12:30:00

La notizia arriva dal Canada, da “Lapresse”, il titolo recita: se siete vegetariani, non tutti i vini sono per voi.

Tutti sappiamo che a fermentazione terminata alcune piccolissime parti solide come i lieviti morti possono restare in sospensione nel liquido, per eliminarle e quindi chiarificare il vino alcuni vignaioli usano il bianco d’uovo, la colla di pesce e altro di origine animale.

Questa tecnica è conosciuta come collaggio, il che induce le parti solide ad appiccicarsi alle proteine e quindi diventa più facile toglierle.

Questa tecnica, oltre a contaminare (così dicono) il liquido, con il rischio di lasciarci invisibili tracce di origine animale, che potrebbero non essere gradite ai consumatori vegetariani, potrebbero anche essere rischiose per coloro che hanno delle allergie e/o intolleranze alimentari: situazioni queste sempre più frequenti in donne e uomini.

In Canada la situazione ha preso una piega decisamente rigida, perché dall’agosto 2012 la Sanità Canadese obbliga i produttori di vino a dettagliare se e quali prodotti di origine e/o derivazione animale sono stati impiegati durante la lavorazione del vino.

A dire il vero tutto ciò sfiora un po’ il paradosso, visto che i ricercatori della Sanità del Canada dichiarano, in via generale, che anche se vengono usati prodotti o agenti di collaggio di origine (probabile) allergenica, che i medesimi possano resistere, anche in combinazione con le proteine, nel vino e procurare allergie è presso che impossibile.

Però la questione non sembra essersi ancora risolta, perché i vegetariani puristi hanno protestato anche per la semplice possibilità che vi siano presenti, mentre quelli un po’ più blandi non si stanno creando problemi.

Nonostante che il collaggio sia una pratica antichissima, e probabilmente non accusabile di procurare allergie o concorsi non salutistici superiori al semplice alcool etilico se non sorbito con giusta moderazione, c’è chi ha detto che stanno a pettinare le bambole con questi discorsi, basta usare bentonite, bentonite e bentonite, la cui composizione argillosa non è assolutamente dannosa alla salute: anzi!

Notizie come questa lasciano un po’ sconcertati, perché continuando con questo presunto accento d’ortodossia si rischia di generare una confusione difficilmente smatassabile e alle fine rischiosa per una bevanda che fa della naturalità il suo essere quello che è: vino!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)