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lunedì 25 febbraio 2013 10:15:00

Secondo una recente cronaca giornalistica arrivata dalla Francia il mercato delle bevande aromatizzate a base di vino sta vivendo un boom sorprendente, naturalmente riferito ai cugini d’oltralpe.

La vendita di questi prodotti avviene quasi esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati e nell’ultimo anno è progredita del 230%, ma ciò che sorprende è che non è solo progredita in numeri, è progredita anche in valore.

Il 2012 ha visto sparire 13,3 milioni di litri di questo prodotto, nel 2011 furono appena 4,02 milioni. Il progresso è stupefacente, ma ancor di più lo è il valore commerciale movimentato che ammonta a 46,84 milioni di euro. Ma ciò che sorprende, e fa riflettere, è il prezzo medio di vendita di questo vino aromatizzato: 3,5 € al litro.

Per quanto riguarda la tipologia più in auge è quella del colore rosato del vino al gusto di pompelmo rosé; un connubio mentalmente cromatico, ancor prima di combinazione gusto olfattiva: “vin de pamplemousse”, appunto

Prodotta così, la notizia sembra gettata lì per dare una scossa emozionale ai puristi del vino di terroir, che vede la Francia attrice di questa visibilità mondiale.

Poi se facciamo un’analisi scalare ci accorgiamo che tra i settori non di crisi della produzione di vino in Francia c’è veramente questo “nuovo” prodotto e per l’enologia vera propria il segmento dei vini Bio.

Alcuni produttori hanno subito intravisto in questo nuovo filone del gusto un grimaldello per aprirsi a certi attraenti mercati; tra i più originali nel proporsi come novità nella combinazione vino/frutto si distingue la Società Raymond di Saint-Laurent-de-Bois in Gironda.

L’azienda coltiva un centinaio di ettari di vigneto tutti a conduzione biologica, e il suo essere Bio non s’è reso esclusivo per la vite, anche altre coltivazioni lo sono, tra cui quella dei pompelmi rosa e non.

Ecco quindi l’idea: vino Rosé de France “bio” (ex vino da tavola) e sciroppo di pompelmo, ugualmente biologico.

Il prodotto porta un nome che è tutto un programma “Le goût du bonheur”. Ha colore rosa acceso molto accattivante, profumo va de se è agrumato, anzi pompelmato, però quando lo si annusa alla temperatura di 8°C non lesina il suo contributo odoroso molto spostato sulle spremute di agrumi (anche arancia rossa) e lascia passare un po’ di vegetale.

Chi gradisce un’intuizione gustativa che incontri e si scontri tra la dolcezza, la freschezza e un amaricante sentore di Mediterraneo sarà nel suo mondo di piacere. Il “vino” è tutta una semplicità succosa e decisamente spremuta sul pompelmo addolcitosi con il liqueur d’assemblage, però Raymond ha saputo dare quel tocco di equilibrio che lascia riconoscere in modo paritario i due attori fruttati della bevanda. L’alcool è presente solo con l’11%, e questo non è un male in tempo di alcool test; resta comunque un “vinello” da centellinare nelle calde sere dell’estate di Lacanau-Océan o della riviera Romagnola. È un vino gioioso e niente di più, però attira lo status della certificazione bio su uva e pompelmo.

Vino da aperitivo estivo in spiaggia, da abbinare alle insalate tropicali, dove c’è un mix di frutta e molluschi; vino da servire anche on the rocks, oppure per dissetare gli ospiti durante i lunghi aperitivi a buffet prima dei pranzi e delle cene matrimoniali.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)