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giovedì 20 ottobre 2016 16:30:00

Tanti  sono gli anni che accompagnano questa bottiglia di Château Mouton-Rothschild dell’annata 1990. Come da tradizione enologica anche il 1990 fu un taglio in cui il cabernet sauvignon oltrepassava l’80%, poi c’era il merlot e il cabernet franc in misura minima. La fermentazione si svolse in botti di legno, poi seguì la maturazione in barrique nuove. La chiarificazione avvenne con collaggio.

Mouton-Rothschild è un Pauillac AOC, le vigne si trovano nella parte nord con terreno pieno di ciottoli (grave della Garonna), è caldo e “povero”, poco umido e le radici vi affondano per dare linfa vitale.

Questa vendemmia 1990 fu degustata da Robert Parker nel 1999 e la descrisse in questo modo: “È un vino magro, duro, austero e tannico, dubito che raggiungerà l’armonia. È ben concentrato nel rubino, con profumo di legno dolce e frutti ‘scuri’ maturi, però il suo tannino è rugoso e atipico per il millesimo e per la linea dello Château. Richiede un tempo da 10 a 15 anni per affinarsi, ma quei tannini anche se si fonderanno daranno un equilibrio incerto perché manca di concentrazione. Punteggio 87/100. Da bere tra il 2006  e il 2020”.

Il 15 ottobre 2016 ecco la degustazione dello Château Mouton-Rothschild 1990, gradazione alcolica 12,5%. Granato non molto concentrato, miscela cromatica dell’orlo un  po’ rubino e un molto granato. Olfatto intensamente delicato, spicca un’elegante liquirizia, del legno, vaniglia, foglie di tabacco dolce, il fruttato è tutto una confettura di dolcissimo ribes nero: non ha l’ampiezza che dovrebbe e i dettagli del cabernet che ci si attende. Il gusto però è straordinario. Velluto su velluto, eleganza su eleganza, un’armonia di sensazioni tattili che eccitano; il temuto tannino di Parker s’è sciolto e disciolto in una fusione fruttata e speziata lunghissima, ha tono sapido tonico, beva sottile e chiusura versione non ti scordar di me. Punteggio odierno: 94/100. E scusate se è poco.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)