Statistiche

  • Interventi (1659)
  • Commenti (0)

Archivi

martedì 24 luglio 2012 10:30:00

di Roberto Bellini

La vendemmia 2012 si sta avvicinando a grandi falcate nella Vallée de la Marne e nei vigneti satelliti. È un momento critico quello della raccolta, non solo in fatto di maturità tecnologica, ma soprattutto per far sì che gli acini arrivino perfettamente integri ai centri di pressatura: per questo motivo è proibito l'uso della vendemmiatrice automatica.
Per due/tre settimane il territorio entra in effervescenza e 110.000 vendemmiatori stagionali si riverseranno sul territorio, per garantire che le uve siano raccolte all'apice di quella maturazione che assicuri al futuro vino tutte le migliori prospettive di intrappolare la mousse.
Nel 2010 gli stagionali hanno raccolto uva nei 33.400 ha di vigneti in produzione, hanno vendemmiato 363,6 milioni di kg di uva e di questa 15,8 milioni di kg sono stati destinati a réserve. Il volume economico movimentato ammontò a 91 milioni di euro. Tradotto in cifre spicciole il rendimento in AOC (kg/ha) fu di 10.903, il volume di messa a riserva di 476 kg/ha, per cui la resa disponibile si attestò a 10.427 kg/ha.
Ogni anno l'INAO, sulla base delle informazioni sulla maturità delle uve analizzate dai vigneron, villaggio dopo villaggio, trasmettono i dati all'Associazione Viticola Champenoise, la quale analizza i dati e fa emanare il "Bando di Vendemmia", che prevede l'inizio della raccolta scaglionata villaggio per villaggio, per cui diventa proibito partire in vigna prima della data fissata. Come avviene in tutte le parti del mondo, una volta raccolta l'uva si è messo il fieno in cascina. In realtà nella Champagne c'è un altro scalino prima di entrare in cantina ed è quello della pressatura. La pressatura è un fattore fondamentale per assicurare qualità, freschezza e finezza ai vini destinati ad acquisire la CO2 in  bottiglia. Qui non si può pressare in anonimo, bisogna spremere le uve in un centro di pressatura abilitato dall'INAO, infatti dal 1991 tutti i pressoir devono essere abilitati. Se non ci si attiene a questa regolamentazione, il succo dovrà essere inviato alla distilleria o impiegato per elaborare il Ratafia.
La vendemmia interessa il lavoro di oltre 15.600 vignaioli, di questi 7.200 lo sono a tempo pieno, gli altri hanno un'altra attività perché la dimensione della vigna posseduta è così piccola che non gli assicura un reddito adeguato. L'80% dei vignaioli vendono in tutto o in parte la loro raccolta e solo il 30% commercializza il proprio Champagne come récoltant-manipulants o come récoltant-coopérateurs.
Nel 2012 la situazione aggiornata è la seguente. La superficie delle "galipes" è di 34.207 ha, ma in produzione ce ne sono 33.574. I vigneron ne coltivano 30.249 ha e le maison 3.325. Quest'anno i vendemmiatori troveranno lo Chardonnay coltivato in 10.013 ha (29,3%), il Meunier in 10.983 ha (32,1%), mentre il Pinot noir occupa il 38,3% della superficie per 13.116 ha; infine ci sono gli altri vitigni, ormai ridottisi a 95 ha.
Anche quest'anno ci sarà un brulichio frenetico di persone che, viste dall'alto, potrebbero sembrare gli occhi di rospo che esplodono sulla superficie del liquido giallo avvolto dalle pareti del bevante. Come tutti gli anni sarà anche una festa e le cene di fine vendemmia si sprecheranno, con grande gioia di tutti. Nell'Aube queste feste prendono il nome di "Chien de Vendage", mentre nella Marne sono chiamate "Cochelet". Solo una cosa verrebbe da chiedere: che berranno mai?

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)