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giovedì 28 marzo 2013 15:45:00

È la Maison Le Brun, non propriamente un artigiano del sidro, a strattonare un po’ il mercato di questa bevanda dal gusto curiosamente frizzante e pomaceo, che trova un tradizionale e strepitoso abbinamento con le “crêpes bretonnes”.

Dopo tre anni di messa a punto finalmente nel 2011 è arrivata la novità, un sidro millesimato fatto con maestria super artigiana: paesana secondo alcuni.

Già il nome delle mele usate sembrano passaggi di una poesia celtica: Douce Coëtligné, Marie Ménard, Peau de Chien. Secondo la Cidrerie Le Brun l’importanza di una scelta accurata delle varietà  di mele ha attinenza con ciò che accade con i vitigni impiegati nella cuvée di un vino AOP. Lo scopo che le mele hanno, miscelandosi l’una con l’altra, è quello di garantire un’armonia organolettica al sidro.

Il sidro Or & Ange è stato ottenuto con particolari restrizioni. Innanzitutto è stato usato il succo di 1,7 kg di mele, quando quello generico ne impiega appena 1 kg.

Comunque una volta raccolte, manualmente, sono state “affinate” per tre settimane in appositi ambienti affinché si disidratassero e concentrassero gli aromi.

Una volta ammostate vengono lasciate ancora riposare per un po’ di tempo, per consentire al succo di arrotondare quella spigolatura astringente, così frequente nell’espressione gustativa di tanti sidro.

Il succo viene infine immesso nella vasca di fermentazione e sottoposto alla presa di spuma naturale. La durata della fermentazione è di sei mesi, contro le tre settimane di un sidro standard.

Praticamente è un sidro con stile di lavorazione industriale, però fatto con le regole di quell’arte di fare il sidro permeata nella più schietta tradizione dei contadini della Bretagna.

Or & Ange è imbottigliato nella Champagnotta di vetro trasparente per valorizzare il lucido colore ambrato del liquido, e nell’etichetta, elegantemente trasparente, è impressa l’annata, cosa questa non molto frequente.

L’alcool complessivo è il 7%, e conferisce un’opulenza particolare al volume delicatamente gassoso del sidro. Il profumo ha una dolcezza intrisa di fruttosio e di fragrante frutta rossa, il finale di bocca è linearmente pulito, senza quegli ammaccamenti ossidativi che spesso contaminano di amaricante (anche un po’ di zucchero bruciacchiato) il retrogusto.

Una gradevole bevuta.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)