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mercoledì 10 ottobre 2012 11:30:00

Soluzione made in France per sopperire alla mancanza di manodopera

La robotica al servizio della viticoltura. Sembra uscito direttamente da un film di fantascienza questo piccolo gioiello tecnologico concepito per aiutare i produttori nella gestione dei loro vigneti. Il suo nome è V.I.N., acronimo di "viticoltura naturale intelligente". Trenta chilogrammi di peso, un gps nella testa, due braccia, quattro ruote e sei telecamere, intende risolvere il problema della cronica mancanza di manodopera nell'industria del vino. Con la sua memoria digitale, V.I.N. è in grado di registrare le caratteristiche di ciascun ceppo di vigna e di memorizzare le cure di cui necessita oltre a svolgere lavori quali potatura, cimatura, lavorazione del terreno e vendemmia.
Christophe Millot lavora da anni in questo settore e, desideroso di distinguersi proponendo una vasta gamma di prodotti innovativi ai propri clienti, durante una visita al Domaine Louis Latour ha avuto l’idea di creare un robot che fosse capace di svolgere lavori delicati, per i quali oggi si fa fatica a reperire del personale qualificato. Nel giro di tre anni Millot si è impegnato nella creazione di una macchina che potesse essere più autonoma possibile, capace di muoversi con agilità in mezzo ai filari e adattarsi alle diverse situazioni, anche le più difficili. Fra qualche settimana farà il suo debutto in due tenute del Languedoc-Roussillon. Progetti simili sono in cantiere anche in California e in Nuova Zelanda, dove i ricercatori stimano risparmi dell'ordine di circa 18 milioni di euro grazie all'entrata in linea dei robot vignaioli. V.I.N. sarà messo in vendita al prezzo di 25.000 euro, una cifra non eccessiva se si tiene conto che è in grado di lavorare giorno e notte, domeniche comprese, senza ferie pagate e nemmeno pausa pranzo.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)