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venerdì 11 ottobre 2013 12:00:00

Il Derthona Football Club nel 1980 era una simpatica squadra che militava nel campionato serie C2, girone A, oggi naviga in altre categorie.

In quegli anni un viticoltore intraprendente e innovativo, decise di tornare al passato e pose l’occhio su un antico vitigno del tortonese, il Timorasso: il viticoltore risponde al nome di Walter Massa.

Il Timorasso è poco produttivo, siccome è precoce spesso incoccia nelle gelate, ma non basta, ha anche una maturazione tardiva, per cui per via del suo grappolo serrato è abbastanza facile che si lasci ammaliare dall’infido marciume.

Insomma è vitigno alla Ivano Fossati: per niente facile! Eppure qualcuno sussurra che fosse addirittura un vino molto gradito a Leonardo Da Vinci,

La fillossera lo mise in una condizione di assurda decadenza, relegandolo ai margini di tutto, osservato speciale come un recluso di anonimato.

Poi venne il tempo della rinascita, appunto a partire dagli anni 80, e quel vigneron d’altri tempi di Walter Massa sembrò sposare un aneddoto di Brecht: sempre prono a una nuova idea e a un antico vino.

La nuova idea consistenza nell’applicazione più tecnica nella lavorazione del Timorasso e l’antico vino era appunto lui: il Timorasso.

L’acciaio viene incontro al temerario vignaiolo, che ha compreso immediatamente l’essenza minerale e la spalla acida di quest’uva derthonesca, chiamata anche Timoraccio, Timuassa, Marasso e Dolce Verde.

È questo Dolce/Verde che riassume lo spirito dell’uva, ovvero giusti zuccheri nella polpa, giusta analisi del verde per risaltarne l’aroma e salvaguardia della sapida mineralità.

E il Timorasso rinasce e fa rinascere l’antico nome di Tortona, quel Derthona che era restato ancorato al prato verde del calcio, diventa più verde nei filari posti nelle parti alte e ventilate delle colline.

Il progetto Derthona nasce nel 1988 e da quell’anno ha inanellato un successo dietro l’altro, ponendo il vitigno Timorasso all’attenzione di una miriade di curiosi e attenti degustatori, tanto da farne dei puri fan.

Il Derthona 2011 (tutto Timorasso) dei Vigneti Massa, conferma tutte le aspettative.

Bello il suo colore paglierino intenso, flusso coeso in consistenza, riverberi luccicanti. Intenso e complesso al naso, spunti di fiori gialli, frutta a pasta gialla, mineralità da vendere e un fondo di fragranza sottile ed elegante.

Succoso al palato, invita alla masticazione il suo flavor di frutta esotica e il suo corredo floreale ne allunga il finale d’aroma. Alla fin fine sembra di
masticare dell’uva, anzi una porzione di buccia d’uva.

Il Timorasso si conferma uva da vino non convenzionale, non si trovano facili riferimenti con altre tipologie, anzi se ne sta nel suo alveo, senza nemmeno tanti cincischiamenti, forse timoroso (e l’aggettivo è attinente) di venir rigettato nell’oblio. Così non sarà più e noi ne gioiamo con lui.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)