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mercoledì 23 aprile 2014 16:30:00

La notizia arriva da The Telegraph e tratta di una bevanda molto, ma molto English: il “tea”.

Earl Grey è un “tea” che sbucò in Jermyn Street a Londra nel 1880 ed è probabile che abbia preso il nome da Charles Grey, primo ministro nel 1830, che ricevette un tea “aromatizzato” al bergamotto (citrus bergamia) di Calabria.

E il Telegraph cita appunto l’Università della Calabria, i cui ricercatori affermano che l’Earl Grey ha delle proprietà salutistiche straordinarie.

Soprattutto produrrebbe l’abbassamento dei valori del colesterolo e rischi di malattie cardiovascolari.

Il magico ingrediente, che tanto arricchisce l’Earl Grey, si trova nel bergamotto e risponde al nome di HMGF, sigla che nasconde un’identità di componenti flavonoidi (come nel vino) che rendono ottimale il lavoro delle proteine nel contrastare i problemi al cuore, (non sappiamo se anche di cuore? Ndr) e il colesterolo “cattivo”.

Questa news ha riacceso un po’ di polemica tra gli affezionati drinkers delle versioni Earl Grey.

Qualcuno afferma comunque che l’Earl Grey, sebbene profumato al bergamotto, resta comunque un black tea dalla limpidezza “fangosa”, e lo stile di beva rappresenta una specie di controsenso di vita, perché chi gradisce le sue sfumate aromaticità vuol darsi più anni di quelli che realmente ha.

Chi ama le versioni al fiordaliso, cioè il Lady Grey (in cui spicca un profumo intenso di violetta e lavanda), oppure il Russian Earl Grey che ha l’aroma di buccia di limone (quasi quello di Sorrento), o ancora il complicato Red Earl Grey in cui troviamo il bergamotto combinato con Aspalathus linearis, insomma chi ama queste versioni esprime sempre un certo senso di altezzoso disappunto per la destinazione sociale dell’Earl Grey.

Sarà perché è il tea di Buckingham Palace e di Downton Abbey, e mette perciò qualche malumore agli estimatori delle altre versioni, che si sentono spinti nell’angolo dell’anti aristocrazia.

Earl Grey è il tea dall’aroma paradisiaco ed è per questo che diventa salutistico, con la forza dei suoi tannini che sveglia le papille, le scuote dall’afternoon aplomb londinese nella Palm Court del Ritz Hotel al 150 di Piccadilly.

Chi vuol restare in sintonia con le ammantate atmosfere dei discorsi sussurrati, dei gossip del detto e non detto e quindi assorbirne le ovattate sintonie, magari sbaciucchiando un cupcake, sarà opportuno che diluisca quel tea con del latte scremato, magari “bio”, proveniente dagli allevamenti dall’Ayrshire.

Ciò rende la medicina meno “tannica” e non c’è alcun bisogno dell’escamotage di Mary Poppins per mandar giù la pillola liquida Earl Grey.

Che dire? Attenzione che può scottare!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)