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martedì 2 luglio 2019 09:00:00

Il Piemonte Moscato Passito è forse meno noto delle versioni effervescenti dell'Asti e del Moscato d'Asti, complice forse l'appartenenza a una denominazione d'origine, quella del Piemonte DOC, troppo vasta per per inquadrarne a dovere i confini più vocati. 

Distribuito tra le province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino, il cuore del Moscato passito batte nel Monferrato alessandrino, all'interno della Valle Bagnario, con la cittadina di Strevi a fare da capitale ideale. Qui le pratiche di appassimento e vinificazione del moscato bianco pare risalgano all'Alto Medioevo. Una eredità storica che, sommata alla straordinaria qualità delle uve, perfettamente a loro agio nei terreni di sabbie e marna bianca, ha convinto i legislatori a tutelare tramite una apposita denominazione, Strevi DOC appunto, riservata alla versione passita del moscato bianco le cui uve ricadono all'interno della cittadina. 

Con ogni probabilità è la cantina Marenco la più rappresentativa della denominazione. Fondata nel 1925 da Michele, il primo a vinificare, verrà portata avanti con intelligenza e coraggio dal figlio Giuseppe: acquisizioni di vigneti e una cantina nuova, costruita nel 1956 a due passi dalla ferrovia della città, assicureranno il futuro alla famiglia. Toccherà poi alle nipoti, Doretta, Patrizia e Michela. Andrea, figlio di Michela e del marito Giovanni Costa, rappresenta oggi la quarta generazione. Da sempre devoti al moscato bianco, i Marenco lavorano fianco a fianco con l'Università di Torino, per meglio comprendere, e migliorare, la qualità delle uve; un impegno costante che gli è valsa persino l'attribuzione di un clone specifico, il Marenco appunto. 

Il loro Moscato Passito, lo Strevi Passrì Scrapona, viene prodotto dal 1988, in piccole quantità (circa 2.400 bottiglie l'anno). Il nome Scrapona non è casuale: viene dal verbo dialettale "scrapare", scalare. Il riferimento è, ovviamente, alla ripidezza delle colline su cui crescono le vigne migliori, le più affidabili ma anche le più complesse da lavorare.

AIS Staff Writer

 

 

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)