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martedì 16 ottobre 2012 16:15:00

La vendemmia 2012 è foriera di un cambiamento significativo in Sicilia. La scesa in campo della DOC Sicilia, oltre a posizionare la denominazione al primo posto come estensione di coltivazione, ha attivato anche una serie di iniziative politiche e di marketing tese a valorizzare l’immenso potenziale. A parlare sono Diego Planeta e Antonio Rallo. Parte delle iniziative dovranno partire dal Consorzio Vini DOC Sicilia, che sarà il motore trainante per la ricerca di fondi da impiegarsi nella campagna di marketing in chiave esportazione globale. Le risorse saranno reperite attraverso una “tassa” su ogni bottiglia della DOC Sicilia, in tal modo si potranno attivare azioni mirate alla ricerca di mercato e alla valorizzazione dell’immagine dei vini di Sicilia, in modo da dare loro una chiara identità e una facilità di visibilità ai consumatori.
L’azione politica dovrebbe però andare oltre, e modificare la possibilità di etichettare la DOC Sicilia al di fuori dell’Isola.
Questo rappresenta uno scalino pericoloso per la scalata della DOC, perché si scontra con quel 40% di vino venduto in cisterna e tutta una serie di interlocutori della filiera (cooperative incluse) che imbottigliano al di fuori dei confini siciliani.
Antonio Rallo continua il suo racconto e vuole vedere questa legge come un bicchiere mezzo pieno, da cui ripartire per colmarlo, sebbene l’imbottigliamento fuori regione sia più di una spada di Damocle. Però il Consorzio fa affidamento sui numeri. Oggi 2,5 milioni di vino è imbottigliato IGT Sicilia, e questo diventerà DOC o IGT Terre Siciliane.
Un po’ di luce sembra giungere anche nel tunnel involutivo degli ultimi due anni, quando il prezzo medio del vino era sceso a 20-24 centesimi di euro a litro, oggi la riduzione di produzione delle ultime vendemmie può condurre a un miglioramento della sostenibilità economica del fare vino.
Molto affidamento viene rivolto anche a talune DOC esistenti, come Etna (in grande spolvero), Noto (per il suo carisma) e Cerasuolo di Vittoria come unica DOCG. Queste DOC potranno essere di beneficio alla DOC Sicilia e nel medio periodo potranno anche riceverne dei vantaggi.
Sarà interessante ed eccitante alzare il cappello della DOC Sicilia nei vari differenti territori e allenarsi nella ricerca e nella descrizione delle diversità dei vini. Le conclusioni di Antonio Rallo sono sibilline: «Il  problema della Sicilia (del vino) e che questa Sicilia non è una categoria, e c’è l’esigenza che lo diventi presto».
È un’esigenza che sentiamo di condividere in pieno.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)