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mercoledì 10 aprile 2013 10:00:00

Gli anni Settanta dello scorso secolo portarono alla ribalta, per merito di Luigi Veronelli, i vini del Candia.

Il rimpianto “Gino” scrisse che il Vermentino offriva vini bianchi con costante giallo paglierino con riflessi ambrati, con profumi delicati. Scriveva anche di tipologie differenziate secondo la vinificazione: secchi, oppure con carezzevole cadenza abboccata o decisamente amabili.

Un Vermentino che negli anni duemila trova poca corrispondenza con quelle colte descrizioni; un Vermentino che ha avuto un’esplosione mediatica, più che realmente qualitativa, nel senso di un generale livellamento delle espressioni di gradevolezza senza calarsi in quelle nuances di territorialità che dovrebbero (o potrebbero) elevarlo a quelle attenzioni che le sue potenzialità meriterebbero.

La striscia di terra del Candia è molto suggestiva, un vero e proprio ripido declivio, davvero difficile da coltivare, dove la fatica si fa sentire e alla fine della giornata la spossatezza è arcigna.

Onore quindi al Candia dei Colli Apuani e al suo Vermentino Bianco, senza dimenticare il rarissimo e succosissimo Vermentino Nero e i marinareggianti Massaretta, Buonamico e Barsaglina.

Il Vermentino Bianco è un vitigno che gradisce odorare la spuma delle onde che si infrangono sugli scogli o la brezza salina del mare. Potremmo definirlo un vitigno tirrenico, vista la diffusione in Sardegna, Corsica, Midi, Liguria, Toscana e Provenza.

Chissà se Giovanni Pascoli non sia stato ispirato dal Vermentino quando scrisse  «M’affaccio alla finestra e vedo il mare: / vanno le stelle, tremolano l’onde. / Vedo stelle passare, onde passare».

Il pulpito del Vermentino sono le provincie di Massa e Carrara, gli stretti terrazzamenti e quel bianco marmoreo apuano che incombe come un angelo di luce.

Abbiano degustato sette vini, scelti random (per usare un termine innovativo) e inviatici in sede dal delegato dell’Apuana Lorenzo Chiappini.

Vermentino Perle Nuvole, Candia dei Colli Apuani 2011, Terre Apuane, 13% vol.
Luccicante il paglierino con profilo olfattivo di ottima tipicità: erbe aromatiche, mandorla bianca, mela golden. Gusto decisamente fresco da farlo sembrare più secco del prevedibile, struttura sottile, finale ancorato nel mallo di mandorla un po’ squilibrante. Risotto al nero di seppia.

Vermentino Candia dei Colli Apuani 2011, Az. Agr. Le Canne di Luigi Pucci, 13% vol.
Chiara tinta paglierina. Impatto odoroso intenso alle erbette aromatiche fresche, dà un’idea di polvere di riso e di scorza di lime. Acidità piccante e agrumata, media sapidità e finale di gusto con aroma di scorza di pompelmo. Rombo con patate cotto in forno.

Vermentino Candia dei Colli Apuani 2011, La Parrina, Mosti Adelmo Cesare, 13,5% vol.
Brillantemente paglierino. Ha note vegetali d’immediato effetto olfattivo, avellana e fiori bianchi primaverili e mandorla bianca non tostata. Acidità con freschezza un po’ amarognola, finale medio lungo con retro aroma di mela verde. Pollo fritto.

Vermentino Leo Belfior, Candia dei Colli Apuani 2011,  Az. Agr. Belfior, 13,5% vol.
Paglierino e cristallino. Intensità alquanto espressiva ma garbatamente complessa, d’erba appena tagliata, di fiori bianchi di campo, d’agrumi. L’acidità impatta al palato con un po’ di disarticolata espressione, da un’idea di magro, recupera nel finale rilasciando un retro olfatto che indirizza decisamente al vitigno: foglia di mandorla. Fritto misto di mare.

Vermentino Vigneto Alto, Candia dei Colli Apuani 2011, Cima, 13,5% vol.
Residualmente verdolino ai bordi di un paglierino di media intensità. La purezza delle erbe aromatiche si disperde in un po’ di foglia verde. Ha freschezza saporita, ma solitaria, il suo retrogusto è amaricante e vegetale. Seppie alla griglia.

Vermentino Le Piane, Candia dei Colli Apuani 2011, Az. Agr. Calevro, 13% vol.
Limpidissimo colore paglierino. Ha note d’erbe aromatiche, di agrumi e un ritorno minerale che sfiora il Kerosene (rieslingheggia). La secchezza sembra inaridisca un po’ il gusto, però s’avverte anche un po’ di sapidità; chiude ancora con spinta fresca. Pesce al forno e al cartoccio.

Vermentino Candia dei Colli Apuani 2011, l’Aurora di Francesco, Famiglia Mosti, 13,% vol.
Giallo paglierino con sfumate tonalità verdoline. Ha un impatto minerale capace di sorprendere, di pietra focaia; non mancano le erbe aromatiche fresche e le scorze di agrumi, nonché i fiori bianchi. Ha gradevole freschezza esotica e un finale medio lungo. Zuppetta di telline con pane agliato.

La degustazione evidenzia un profilo organolettico non molto differenziato tra un Vermentino e l’altro; tutti i produttori hanno puntato sulla parte più facile dell’essenza del vitigno, lasciando un ampio margine gusto olfattivo di operatività alla freschezza, per comporre una corrispondenza gusto olfattiva ben lineare tra profumi diretti e indiretti, tra il primo segmento del gusto e il finale di bocca. Nelle Piane e nell’Aurora c’è uno spunto minerale che lascia intuire che si potrebbe convogliare la personalità del Vermentino di Candia su altri palcoscenici, magari esprimendo dei cru.

Comunque… che Vermentino sia… o sarà quel che sarà, basta non scendere di qualità. Salute!

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)