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giovedì 17 gennaio 2013 12:15:00

I nostri 10 della vendemmia 2010 direttamente da Saint-Julien

Il Médoc espresso dal Saint-Julien trova un punto di muscolare potenza nella struttura gusto olfattiva, affinché possa iniziare equilibrarsi sia la finezza, che la parte alcolica, devono restare per qualche anno in sala di aspetto.

Château Branaire-Ducru. Si tratta di un quarto cru le cui uve sono: Cabernet Sauvignon 70%, Merlot 23,5%, Cabernet Franc 2,5% e Petit Verdot 3%. Ben integro è il manto del colore, di un rosso rubino scuro. Si resta gradevolmente sorpresi dai profumi di marmellata di lampone anziché di ribes blu. Anche le spezie danno il loro contributo in ampiezza e complessità: vaniglia e liquirizia; tutto sembra avvolto in un dolce flusso di legno tostato. Al gusto c’è un dualismo raffinato tra le sensazioni tanniche e fresche, c’è una diluita sensazione di saporita espressione fruttata, che chiude con un finale di olive nere secche e fondo di caffè. Nell’insieme un po’ fuori dallo stile Branaire. 90/100 - € 80,00 

Château Gruaud-Larose. Ottenuto con Cabernet Sauvignon per il 66%, Merlot 28% e Petit Verdot 6%; è classificato come secondo cru. Ben scuro è il colore, rosso granato con bordo purpureo. Ha profumi tradizionali: dall’erbaceo allo speziato (pepe), dal cassis ai petali di rosa appassiti, dal legno bruciato alla foglia di tabacco secco. Il tannino ha una certa autorevolezza tattile, crea una netta secchezza che combinata con quasi 14% di alcool fa percepire un effetto autoriducente nella ruvidezza; lascia quindi alla parte minerale un po’ di spazio nella costruzione di un finale di bocca al sapore di ruggine, di china, con un ricordo di masticabilità al sapore di crosta amarognola di bistecca. 90/100 - € 95,00 

Château Ducru-Beaucaillou. È un secondo cru che sfrutta il 90% di Cabernet Sauvignon  e il 10% di Merlot. Quasi inchiostrato al colore, meno male che c’è un po’ di porpora sull’unghia. Il corredo olfattivo è intriso di spunti odorosi offerti dalla barrique: chicco di caffè, liquirizia e vaniglia, pepe nero e tostatura di legno nuovo, infine cassis e mora di gelso e un po’ di sano erbaceo. Ha un tannino sorprendentemente addolcito nel sapore della ciliegia a polpa scura accompagnata da quella scivolosità che crea il cioccolato quando di mangia, già s’avverte che sapidità, mineralità e alcool hanno iniziato a produrre un equilibrio strutturale. Lunghissimo e accattivante è il finale che sembra di erbe aromatiche secche. 96/100 - € 265,00 

Château Saint-Pierre. Siamo al quarto posto tra i cru. 78% Cabernet Sauvignon e per il resto Merlot. Massa colorata consistente e molto intensa, forse granato, di sicuro con dei riflessi porpora. Il profumo oscilla con giusto equilibrio, si avvolge su se stesso negli aromi di fiori viola, di ciliegia a polpa scura, di prugna cotta, di vaniglia e cannella, un po’ di china e di cacao, e poi anche un po’ di odore di terra rossa. La forza tannica del Cabernet non spicca, ha un’acidità che insaporisce tutto il gusto e marca nel medio palato un sapore anche di liquirizia e di affumicato, peccato per il finale d’aroma che sembra un po’ terroso. 89/100 - € 90,00 

Château Beychevelle. Quarto nella classifica dei cru. L’assemblaggio è creato dal 54% di Cabernet Sauvignon, 38% di Merlot, 5% di Cabernet Franc e 3% di Petit Verdot. Fitta la trama del colore granato, un po’ violaceo il bordo. Profumo ancora personalizzato nella componente legnosa, ha una nota di carbonella, di legno bruciato, di pane grigliato, di alloro e di foglia di cassis; manca un po’ di parte fruttata. La partenza del gusto è soffice, quasi cremosa, poi una vampata di ruspante tannicità invade il finale del gusto, sottraendo la possibilità di pensare a un possibile equilibrio in finezza nel breve periodo; rincuora un finale di aroma molto fruttato, cassis e uva spina rossa, per cui auspichiamo che questa freschezza unisca gli altri ingredienti ora sparsi in qua e in là. 85/100 - € 95,00 

Château Talbot. Quarto nella scala gerarchica.  Cabernet Sauvignon per 62%, Merlot 33%, Petit Verdot 5%. Rosso rubino molto scuro. Un po’ spinto nell’erbaceo, nel fumé di carbone di legno, poi foglie di tabacco e note terrose, infine un po’ di cassis, di spezia amarognola e viola appassita. Al palato recupera una parte dell’assenza di maturità fruttata dell’olfatto, ha tannini al gusto di ciliegia e una scissione della corrispondenza olfatto/gusto, con uno spunto di freschezza che sembra inaridire l’effetto tattile dell’astringenza; non dà l’impressione di una completezza strutturale, ha comunque un finale persistente e fruttato. 87/100 - € 65,00 

Château Léoville-Poyferré. L’assemblaggio è formato da 61% di Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 6% di Petit Verdot e 3% di Cabernet Franc; è un secondo cru. Ha colore denso, tutto espresso nell’intensità del rosso rubino. Il profilo odoroso è pieno di fruttato: prugna, mora, ciliegie, ribes; ancora non si sono fusi gli apporti speziati e tostati della barrique, ben evidente è una nota di grafite e un sottofondo di chinotto e di zucchero caramellato. La potenza del tannino è in piena fase evolutiva, assorbe la parte acida, stoppa la sapidità e riempie il palato di intensi sapori di cassis, infine l’alcool crea un corroborante effetto quasi vellutato, che ricompone un finale raffinato al gusto di cioccolato e menta fresca. 93/100 - € 130,00

Château Lagrange. È un blend di Cabernet Sauvignon per il 75% e Merlot per differenza; è terzo nella gerarchia. Nonostante il tanto Cabernet ha colore intenso ma non denso. I profumi ondeggiano nel floreale e nel fruttato, con alcuni spunti speziati ed erbacei che non chiudono del tutto l’ampiezza dell’offerta olfattiva, lo spunto del peperone verde ha un suo senso. Appena scivola sul palato il primo impatto è di morbidezza, segue un’onda tannica al gusto di ciliegia e ribes rosso e un finale di bocca attanagliato in una espressione di polvere di carbonella che non ricama una adeguata raffinatezza. 86/100 - € 75,00

Grand Vin de Leoville. Un blend di Cabernet Sauvignon (82%), Merlot (10%) e di Cabernet Franc (8%) per questo secondo cru. Ha quell’opaco e raffinato colore granato che solo il Cabernet riesce a comporre. Ampio e complesso il profumo, con eleganti ed equilibrate espressioni di frutti, fiori, spezie, mineralità, tostatura e note empireumatiche. Tanta è la potenza del tannino, quanta è la freschezza dell’acidità, con un minimo comune denominatore organolettico: le due durezze non si attraggono, quindi raffinano un equilibrio di robusta eleganza. Il finale del gusto è un lungo binario di spezie, cassis quasi sciroppato e dense sensazioni di consistenza e ritorno astringente. Ci vorrà del tempo per incastrare gli ingredienti, ma già sta per eccellere. 94/100 - € 125,00

Château Léoville-Barton. È una seconda fila nella piramide dei cru. Cabernet Sauvignon 74%, Merlot 16%, Cabernet Franc 10%. Ha un colore lucido, anche se scuro e intenso nella tinta rosso granata. Poderoso è il suo iniziale flusso fruttato: cassis, prugna e mora. Spezie e note tostate insistono nel finale, che completa la complessità con profumo di ruggine, di china, di menta. L’entrata in bocca è contrassegnata da una sensazione di oleosità, come di cioccolata o di liquirizia che si scioglie, poi l’artiglio tannico si avventa con una tale potenza che s’allarga in tutto il palato, ha un effetto esondante ma non astringente, quindi riesce a chiudere il proprio gusto con una certa morbidezza glicerica e un ritorno speziato e tostato. 93/100 - € 125,00

 

Léoville-Las-Cases  

94/100

€ 125,00

Léoville-Barton 

93/100

€ 125,00

Léoville-Poyferré

93/100

€ 130,00

Branaire-Ducru

90/100

€ 80,00

Gruaud Larose

90/100

€ 95,00

Talbot

87/100

€ 65,00

Lagrange

86/100

€ 75,00

Beychevelle

85/100

€ 95,00

 

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)