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mercoledì 21 gennaio 2015 15:30:00

Trasparenze rosee, tanto da sembrare l’effetto ottico di un plateau di gamberetti, così la tinta di questo Vino Spumante senza appeal di denominazione si presenta alla vista della serata antecedente il natale. Il vino è un rosato – appunto – l’azienda produttrice è Costaripa, con sede a Moniga del Garda: siamo in Valtenesi, o giù di lì.

Vino brioso in CO2, brioso quel tanto che basta per trasformare gli effetti del perlage in flussi di luce riflessi dalla fiammella delle candele che arredano il tavolo. C’è dello chardonnay dentro la cuvée, e c’è anche del pinot nero, un 20%, elaborato sia in rosso sia in rosato; la cuvée è un mix terratico: una parte Garda, una parte Franciacorta. Infine, sorpresa, quasi un terzo della cuvée è stata fermentata in legno bianco da 228 litri.

Comunque ha colore mogol/battisti: fiori rosa, fiori di pesco; ma potrebbe anche scivolare su qualcosa di oceanico, come un chiarissimo e luccicante rosa corallo. Comunque restiamo sul Garda, che è meglio. E meglio è nel profumo ovattato di mandarino, di melone, di fiori di pesco, di semifreddo alla vaniglia, di coulis di ribes rosso, di arancia sanguinella.

Tutto il frizzante che sprigiona la forza del diossido di carbonio si amalgama al meglio con una freschezza molto fruttata, ancora al gusto di melone, di mandarino e di dolcissima arancia: sembra un gusto da macedonia insaporita anche da gocce di limone. Il sorso ha volume sostanzioso, molto gradevole per l’insistente filone fruttato e per un residuale, cremoso e soffice, effetto di pizzicore. Non crediamo che la cuvée sia stata creata per “meditare”, non abbiamo assolutamente necessità di farlo, perché spesso intristisce, la meditazione; in questo caso il vino fa “cantare”, innesca un senso di gioiosità, di vivezza, di esuberanza e di giovanile entusiasmo.

Qualcuno scrisse: l’entusiasmo è tipico dei giovani! Ecco, questo è un vino giovanile, che sa accarezzare i primi tentativi di degustazione frizzante, che sa trasmettere un senso di beva appagante al degustatore più navigato, ma sa anche riunire i due poli e farli brindare insieme, perché questo è un vino “da bere”, e che si lascia bere con estrema e felice facilità. Finalmente!

AIS Staff Writer

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)