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giovedì 17 aprile 2014 16:30:00

Non s’è ancora affermata la primavera che già c’è chi s’è gettato nell’estate. Il mondo della beva frizzante sta già affilando le lame per tagliare il nastro della novità.

È vero, pensando all’estate la mente corre verso il frivolo, verso il vivace succedersi di giorni caldi e notti ansimanti nel frescheggiante volteggiare di brezze marine… E l’estate è alle porte, con le gonne più corte: cantava Gianluca Grignani.

Non sappiamo se meglio s’addice la sublime creazione di Bruno Martino (1960)… Odio l’estate, tornerà in un altro inverno, cadranno mille petali di rose, la neve coprirà tutte le cose e forse un’altra estate tornerà.

Quest’estate in un verso o nell’altro il mercato inglese s’appresta ad essere invaso da un altro intentional sparkling, un supposto Champagne a basse calorie.

La Finest Fizz è un’azienda specializzata in queste esondazioni di marketing, e c’è da dire anche con successo di mercato; per il summer 2014 s’è fatta elaborare dalla Maison Tribaut uno Champagne rosato che contiene meno calorie.

Ora per chi ci crede, lo lasciano nella credulità, anche perché le minori calorie sono dovute all’assenza di aggiunta di zucchero nel dosage.

La partenza di questa operazione “dieta allo Champagne” è scaturita dalla constatazione che 60 ml di Brut Champagne (media zucchero tra 7 e 11 grammi/litro) contengono 100 calorie, invece lo Skinny Champagne Rosé  (Skinny Rosé) ne contiene solo 60.

Con lo Skinny Rosé Champagne mirano al mercato femminile inglese, attraverso un colore luccicante ed estivo, un colore che vivacizza un pic-nic. Il gusto è molto rinfrescante, tipo frullato di frutti di bosco, specie lampone e ribes rosso, dalla struttura non impegnativa per aiutare l’attrazione alla facilità di beva, che deve accompagnare i momenti di relax estivi.

Di solito non commentiamo le notizie che ci giungono, però questa corre troppo sul filo del rasoio, “del vorrei ma non posso!” o del “lo so ma non lo dico”.

Ci viene solo da chiedere se c’è qualcuno/qualcuna che crederà davvero che quel dosage zero sia uno Champagne a basse calorie, crediamo anche che un lancio pubblicitario del genere in Italia avrebbe avuto un effetto boomerang.

Però dalla parte della bevanda c’è la serietà della Maison Tribaut (intendiamoci la Finest Fizz è professionalmente serissima) e della ricerca di convincere che si può.

Si può, come cantava Gaber, si può, trasgredire qualsiasi mito. In questo caso non c’è una vera trasgressione del mito della Marne, però ci si avvicina, allo stesso modo con cui, lo stesso Gaber concludeva i suoi “si può”: utopia / libertà.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)