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lunedì 25 maggio 2015 12:15:00

Dalle varietà tempranillo 55%, graciano 35% e altre a bacca rossa per un 10%, incluso merlot, la Bodegas Tobia fa un rosato che stupisce.

Il primo passo è quello di lavorare separatamente i mosti, dopo 36 ore di macerazione protetta da immissione di CO2 e da una bassa temperatura, si passa alla fermentazione in barrique di Allier, legno nuovo e grana fine; segue sosta per 5 mesi con occasionale messa in sospensione delle fecce fini. Alla fine i vini sono miscelati per l’immissione in bottiglia.

È quindi a tutti gli effetti un rosato fermentato e maturato in legno, un vino un po’ insolito nel panorama internazionale e per questo capace di attirare, nel bene e nel male, la curiosità di tutti.

La vendemmia di questo Rioja DOC Rosato Alma Tobía è la 2012, sul mercato c’è anche la 2013, che ha però una miscela di vini differente, infatti ogni anno ci sono variazioni nelle percentuali per ottimizzarne l’equilibrio.

Alma Tobía 2012 ha colore chiaretto, per dirlo all’italiana, molto acceso nella tinta, marca stretto il rubino poco intenso. All’olfatto la dimensione fruttata (ciliegia, fragola e corniola) si lascia permeare da una speziatura raffinata (china, rabarbaro e chiodo di garofano), una nota di orzo tostato e un ché di fiori viola (giaggiolo). Il profumo tende a chiudersi, ha carattere un po’ introverso, per cui attenti alla temperatura, oppure si può caraffare.

C’è una perfezione nell’amalgama caldo(14,5%)/sapido, questo crea un volume liquido a sfondo vellutato, setoso, peposo (pepe bianco), l’allungo rinfrescante s’avverte nel medio periodo della p.a.i. e la chiusura d’aroma resiste con straordinaria avvolgenza fruttata.

Nonostante i quasi tre anni trascorsi, ha ancora un rapporto da montagna, intento ancora a scalare le rampe verso la maturità.

È vino da cibi speziati, orientali, carichi di curry e zafferano; non si intimorisce con il piccante e non teme la persistenza gusto olfattiva delle pietanze. È un rosato da 92/100, che nell’attivare i meccanismi della riflessione ci fa affermare: mai partire prevenuti.

Ais Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)