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mercoledì 17 luglio 2013 16:30:00

È vero, quando si dice Riesling non si può far altro che pensare alla Germania, a quel carattere odoroso beffardo e impertinente che il mondo dei degustatori traduce in mineralità: in pietra bagnata, in pietra bianca o in prezioso idrocarburo o kerosene.

Il Riesling, Renano chiaramente, sta avanzando. Forse vuol porsi nella posizione di essere quel nuovo, e alternativo, rispetto a quelle uve bianche che da qualche lustro dominano il gusto worldwide. È inutile chiederci i nomi, non li diremo!

Oltre oceano c’è un movimento Riesling molto interessante, investe gli stati americani del New Jersey, del Michigan, di New York e dell’Idaho, poi corre a ovest, in California, nell’Oregon e nello stato di Washington.

Quest’onda di Riesling trova a Woodinville, Washington, nello Château Ste. Michelle, l’azienda vinicola  che produce più Riesling di ogni altra realtà produttiva al mondo.

Il profilo organolettico del Riesling di queste parti è differente: taste different, già favoleggiano gli americani; e in effetti qualcosa di non affine all’imperante stile tedesco si nota con facilità.

Al naso si mischiano profumi di fiori bianchi (gelsomino), di mela spruzzata di limone, di spezie: non mancano profumi e gusti di frutta esotica (ananas, lime, pompelmo giallo). C’è anche del minerale, ma un po’ meno invasivo, come l’ardesia.

Il gusto è sviluppato sulla briosità, l’acidità è golosamente fresca, talvolta sfiora il limone spremuto servito ghiacciato, ricorrenti sono i flavor di mela verde, di pera, di albicocca, di spremuta di sedano. Ha comunque un equilibrio che si compone nell’anno successivo alla vendemmia, il suo finale di bocca esplora dei retro aroma vagamenti vegetali, dolcemente amaricanti come il caprifoglio e saporiti come la pesca di vigna.

È un Riesling che per la sua fluttuante acidità accompagna al meglio i piatti un po’ speziati, come quelli tex mex, indonesiani e thai, che in questi territori incontrano il favore di molti consumatori.  

Se qualcuno andasse da quelle parti, eccovi alcune idee.

Walla Walla Columbia Valley Riesling Poet’s Leap 2012. Per apprezzarne un’insolita morbidezza (senza zuccheri residui) è un’ampia espressione di frutti e fiori al naso.

Horse Heaven Hills; Destiny Ridge, Alezandria Nicole Riesling 2012. Per apprezzarne il tocco di chiodo di garofano (no da legno) che si miscela alla mela, al limone, al lime; molto saporita la sua freschezza.

Yakima Valley Mercer Canyons Riesling 2011. Per coglierne l’evoluzione fruttata di una maturità in accelerazione, con sentori di ananas dolce e gelsomino; poi il gusto è invece catturato da un sentore rinfrescante di agrumi e il finale lungo e gradevole di mela golden.

Columbia Valley Ste. Michelle Anew Riesling 2012. Il frutto è l’anima dell’olfatto: mela, pera, e frutta esotica. Buon connubio tra vegetale e floreale (foglia di sedano e gelsomino). Il bilanciamento del gusto è sorprendente, e comunque il suo equilibrio è tale, e sarà così, fin quando una punta di gustosa freschezza dominerà il flavor.

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)