Statistiche

  • Interventi (1648)
  • Commenti (0)

Archivi

venerdì 20 giugno 2014 15:30:00

Qualcuno sembra che si sia espresso in termini molto sibillini, del tipo: finalmente, non se ne poteva più di questo resveratolo dai contorni magici, nemmeno Mago Merlino avrebbe potuto inventare qualcosa di meglio, insomma questa favola resveratolata ha da finire!

Che è accaduto? La John Hopkins University of Medicine, con sede nel Maryland, a Baltimora, se ne uscita con una chiarissima e lapalissiana affermazione: tutti questi effetti benefici collegati e allegati al resveratrolo non ci sono, e se ci sono non sono assolutamente quella panacea tanto decantata.

Lo studio, a scanso di equivoci e per evitare strani pensieri, è stato condotto in una regione del mondo del vino dove il rosso è di casa: Toscana - Chianti.

Lo studio è durato quindici anni e a coloro che si sono prestati all’esperimento (persone anziane) il giovamento non è stato constatato. Malattie e morti si sono succedute in modo del tutto normale, come natura comanda e/o come destino vuole, e per chi crede anche per volontà divina.

In questo modo va a farsi benedire anche il tanto decantato “paradosso francese”, che potrebbe scendere a una semplice serie di fortunate coincidenze e concatenazioni, spesso correlate a un campione numericamente limitato di soggetti esaminati.

Torna quindi prepotentemente alla ribalta il concetto che se l’alcool da una parte riesce a dare/fornire qualcosa di utile, dall’altra lo toglie immediatamente e rovescia subito la medaglia presentandosi come cancerogeno di grado 1.

Chiaramente parlando di una bevanda idroalcolica come il vino, il cui contenuto alcolico è molto meno concentrato rispetto ai distillati, ai liquori, etc, una certa limatura può essere data, ma una limatura molto limitata e comunque da non prendere come momento di entusiasmo salutistico.

Se non altro questo smascheramento del resveratrolo potrà far sorridere (ammesso che ci sia da sorridere) i “bianchisti” di ogni categoria, spesso inconsciamente soggetti a sentimenti di colpa per preferire un vino di cui non si poteva apprezzare alcun effetto benefico.

Ritorna a rango di luogo comune anche il detto “vino rosso fa buon sangue” oppure “un bicchiere di rosso al giorno leva il medico di torno”. Torna invece di moda il dispettoso e civettuolo aneddoto del vino bianco: “Il vino bianco fa bene al fianco”, un apoftegma coniato nel settentrione d’Italia per rendere attraenti le sinuosità delle donne.

È invece confermato il potere antiossidante del resveratolo, dei polifenoli che si trovano nei semi e di altri ingredienti dell’acino nella protezione della pelle, nell’idratazione, nella proprietà scrub e come latte per la pulizia dei pori della pelle.

A dire il vero anche qui ci sono delle storture di prezzi al pari delle bottiglie: si passa da un elisir anti rughe dal prezzo di 50 euro, alle 120 capsule  di un’emulsione biologica con DNA Malbec che costano 2000 dollari.

Però a prove fatte ci sembrano molto più affidabili questi prodotti, che non i racconti sull’abbinamento alcool/resveratrolo.

E comunque un buon sorso di vino del colore che più gradite è sicuramente ancora un soddisfacente sistema per apprezzare qualche attimo del nostro spicchio di realtà chiamato vita… e il tutto sarà molto migliore se lo condividerete con chi più vi aggrada.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)