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mercoledì 1 agosto 2012 10:00:00

Prima di andare in ferie Bruno Paillard sembra abbia voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe, per poi passare alle balneari infradito, forse gli hanno anche servito un bicchiere di Champagne fuori temperatura durante un aperitivo alla Defence.
Tutto nasce dal fatto che molte Maison di Champagne si stanno sempre più orientando a indicare la data di sboccatura in etichetta, per venire incontro alle esigenze di conoscenza dei più assidui consumatori. La molla sembra essere scattata da quando, lo scorso anno, la Maison Krug, notoriamente disinteressata a fornire notizie sulla data del dégorgement, ha inserito un codice ID per il suo multi-blended e multi-vintage Krug Grande Cuvée. L’enfasi  rilasciata a Krug per questa decisione, sembra abbia messo in secondo piano il fatto che Bollinger operò questa scelta nel 1961 con l’R.D., e Paillard ne fece una filosofia produttiva fin dal 1985. La Maison Paillard si rammarica che non sia stata data loro la giusta enfasi per l’azione di sensibilizzazione messa in atto in questi ultimi trenta anni e sotto un certo aspetto possiamo anche comprendere la Maison.
Ebbene, nel dare a Paillard quel che è di Paillard, quindi onore al merito, in realtà possiamo assegnargli solo la medaglia d’argento nel concorso Champagne Olimpic Games, l’oro resta a Bollinger. Comunque Cheers.

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)