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lunedì 3 agosto 2015 14:00:00

Albinea Canali è una cantina di viticoltori attiva fin dagli anni 30 dello scorso secolo, custode della tradizione viticolturale delle uve lambrusco, con il Grasparossa a farla da padrone, ben contornato da Sorbara, Marani e Maestri. A nostro modesto avviso crediamo non siano tante le cantine così ben tenute, dove appena si entra l’occhio esperto nota subito un rigoroso e lindo profilo organizzativo, che allungato nel vino potrebbe essere foriero di gradevoli sorprese. Di Albinea Canali c’è capitato di degustare un semplice (si fa per dire) Lambrusco “metodo ancestrale”: IGT Lambrusco FB dell’Emilia, vino frizzante secco per la compiutezza di cronaca, dalla gradazione gentile, 11% vol.

L'Ancestrale di Albinea Canali è fatto di solo lambrusco di Sorbara. Prima di far avviare la fermentazione c’è una macerazione a freddo per circa 12 ore per estrarre colore e aromi, avviata la fermentazione in vasca, la si fa completare in bottiglia, sfruttando solo i propri zuccheri, per ottenere un gusto secchissimissimo; chiaramente in bottiglia si trova anche un leggero deposito dovuto all’azione dei lieviti naturali: ancestrale, appunto!

Gioiosissimo è il riverbero cromatico tinteggiato di rosa lampone e rosa pompelmo. L’effetto spuma nel bevante crea un’allegrezza sfumata d’un bianco non più candido, ma addormentatosi nel rosa corallo. È un colore che cattura l’iride, lo conquista per esuberanza, come fosse “cotesta età fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno” di Leopardiana genialità poetica.

E non solo fiorito è il profumo, d’un fiorir ammiccante di fiori di ciliegia e di fiore di selvatico lampone, poi di pane inzuppato nel vino, di spremuta ghiacciata di arancio Moro o Tarocco, di lampone strizzato, di un pompelmo rosa mentre si spreme. C’è del frizzante al palato, è vellicante e brioso in acidità, però quella sottile puntura di CO2 ha il pregio di non esaltare l’asprigno e lascia uscire una goduriosa sensazione rinfrescante e termica, tanto da miscelare e miscelarsi nel circolo fresco/sapido e rigenerarsi in un gusto dal sapore di spicchio di pompelmo rosa, di lampone non del tutto maturo, quasi un sentore di guava rosa e di cranberry non edulcorato. Ha volume gassoso sottile e freddo come una stilettata d’acciaio, lascia un ricordo così rinfrescante da attutire queste prime calure estive. È vino da insalatona estiva a bordo piscina, da salade niçoise, da panzanella, da gazpacho, da pizza multicolore e multi sapore, da spaghetti freddi con pomodorini e basilico, da cappon magro, burrida e focaccia pizzata di Recco, e questo per non restare nella culinaria arte in quel di Reggio nell’Emilia. Da servire super ghiacciato, alla Totò: assiderato! Punteggio: eh sì, un bell’86/100.

AIS Staff Writer

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)