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martedì 14 febbraio 2017 15:00:00

Erano gli anni Ottanta quando l’Università di Agraria di Firenze creò una collaborazione con l’Azienda San Felice di Castelnuovo Berardenga per selezionare una rinascita degli antichi vitigni toscani, andati quasi dispersi tra la fillossera e le tranche FEOGA dei rimpianti degli anni Settanta.

Tra questi vitigni merita un’attenzione particolare il pugnitello. Si tratta di una vite di origine incerta, rinvenuta più o meno casualmente nel grossetano e chiamata così (forse) perché il grappolo sembra un pugno. Ha produzione scarsa, ha la buccia molto colorata e darà alla tinta del liquido un’ottima concentrazione, senza inondarlo di tannini aggressivi.

La degustazione d’oggi è il Pugnitello I Greppi di Silli, Az. Agr. Il Miciolo di San Casciano in Val di Pesa, il vino ha nome PROXIMA SAECVLA, la vendemmia è la 2012, ha gradazione di 14% vol., bottiglia 412 di 893. Ha colore molto concentrato, si stringe in una tinta molto rosso granato e si circonda di un bordo luccicante di porpora e viola. Ha nel suo profumo un che di chiantigianità, con spunto floreale di giaggiolo e viola mammola; a seguire ciliegia a succo scuro e pepe nero, l’insieme della personalità olfattiva sembra avvisare il degustatore che finché quei toni olfattivi resisteranno, il pugnitello sarà in forma.

Al palato la gradazione alcolica quasi imponente in quantità si scioglie tra la trama tannica, in un’autodistruzione equilibrante, tanto che l’alcool dà il morbido/vellutato e il tannino si immunizza in ruvidezza e offre una liquidità levigata. Ne esce una sapidità dal succo forte e dolciastro di ciliegia ben matura, piena dei suoi sapori naturali e ricamata di floreale. È molto goloso il suo finale di gusto. Che dire? Pugnitello da provare!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)