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martedì 27 febbraio 2018 09:00:00

Ricordate la puntata di Report sul Prosecco? Gli scenari di guerra da Apocalypse Now, con tanto di elicottero irrorante e sottofondo musicale di Wagner, chiaro riferimento al bombardamento sulla spiaggia nel film di Francis Ford Coppola? Sembra che l'elicottero del glifosato abbia fatto la fine di quello della Prima Divisione di Cavalleria del tenente colonnello Kilgore: abbattuto dai Vietcong. Se questo fosse davvero un film sulla guerra del Vietnam, la parte dell'esercito USA spetterebbe alla Monsanto, essendo suo il brevetto (del 1969) del principio attivo erbicida, ma anche all'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare), le cui dichiarazioni sulla improbabile cancerogenicità fanno il paio con quelle della FAO, dell'OMS, dell'ECHA (l'Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) e di diverse agenzie per la sanità di molti Paesi. Per l'Italia, la Confagricolturafavorevole al rinnovo quinquennale dell'uso del glifosato e la Confederazione Italiana Agricoltori.  Tra i Vietcong, lo IARC (l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), la Coldiretti, Slow Food, produttori della zona e cittadini dei comuni coinvolti. Lo scontro pareva essersi concluso il 27 novembre scorso, con il rinnovo dell’autorizzazione di utilizzo dei prodotti per un altro quinquennio ma già da mesi si era capito che le cose stavano andando da un'altra parte. 

Non sappiamo se dietro alla decisione c'era un brillante Võ Nguyên Giáp del Triveneto, ma mesi prima del famigerato rinnovo, il Consorzio del Prosecco DOC aveva già deciso di mettere al bando il glifosato, oltre al Folpet e al Mancozeb. Le luci dei riflettori puntati sulla denominazione, infatti, rischiavano di bruciare per sempre una risorsa economica fondamentale del territorio. Da qui la decisione: chi continuerà a usare le sostanze messe al bando non potrà chiamare il suo vino Prosecco, ma dovrà limitarsi ad usare il nome del vitigno, Glera, parola assai meno remunerativa in etichetta. 

In anni di polemiche sui vaccini e di allerta sulle scie chimiche, una frase del presidente del ConsorzioStefano Zanette, inquadra il ragionamento alla base della decisione, e diventa manifesto di arte politica, riassunto di un'epoca intera: "l’immaginario è importante quanto il reale". Come dire: la paura generalizzata di cittadini e  consumatori viene prima delle evidenze scientifiche. A differenza di vaccini e scie chimiche, però, le evidenze scientifiche sui pericoli del glifosato ci sono: la paura dell'immaginario, stavolta, si è battezzata nelle implacabili acque del reale. 

Sono quelle acque ibride ad avere spinto altre cittadine a imitare la decisione: nonostante il rinnovo quinquennale di novembre scorso, nel territorio del blasonato Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, le ordinanze dei comuni di Conegliano, Vittorio Veneto, Colle Umberto, San Pietro di Feletto e Tarzo vietarono da subito l'uso dell'erbicida per il resto dell'anno, rinnovando poi il divieto per tutto il 2018. Venerdì scorso, la storica "resa" degli altri due terzi dei comuni della denominazione: dal 1 gennaio 2019, dunque, niente più glifosato in tutto il territorio dei quindici comuni. Non solo i vigneti ma tutte le colture, tanto erbacee quanto arboree, ovvero anche i seminativi e i frutteti.  

Una firma, quella a San Pietro di Feletto, che ha un po' il sapore degli accordi di Parigi del 1973, nel bene e nel male. Come in tutti gli accordi contrattuali, nel Vietnam come nel Trevigiano, non mancano infatti eccezioni, asterischi e righe piccole: gli erbicidi (comunque non contenenti glifosato) continueranno ad essere impiegati nel caso di frutteti e vigneti fino al terzo anno di vita, oppure di piante adulte ma collocate in aree in pendenza dove risulta impossibile l’utilizzo di mezzi meccanici. Saranno esclusi, in ogni caso, tutti i prodotti fitosanitari ad azione erbicida che portino in etichetta le scritte “molto tossico”, “tossico” o una serie di indicazioni di pericolo, o ancora “nocivo” con frasi di rischio relative alla salute dell’uomo. 

Intanto, a destra del Piave, l'adesione dei comuni della denominazione Asolo al protocollo ambientale del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco, fa già sperare. Che sia davvero la fine del binomio Prosecco - Glifosato?

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)