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lunedì 7 ottobre 2013 12:15:00

Siamo in Spagna e l’uva in questione è poco coltivata, la si trova principalmente a León nel Nord della Spagna.

Il nome lo prende dall’unione di Prieto, cioè scuro, per via della buccia che la tonalità scura, e  da Picudo, che significa appuntito. Infatti il grappolo oltre da essere piccolo e compatto s’appuntisce sul finale.

Dicesi sia un’uva aromatica, ma con ciò va inteso (riferendosi allo spagnolo) che propone con frequenza dei profumi intensi di fragola, lampone, ha tono anche citrico, di sfumate aromaticità che ricordano la pesca rossa. Questi profumi caratterizzano il Prieto Picudo quando ha colore rubino mediamente intenso o se prodotto in versione rosata. Infatti il Prieto Picudo ha una destinazione enologica a tre vie. Una versione è la vinificazione in rosato, in tal caso ha profumi e gusto non incisivi, si tratta di un vino gioioso e passante, senza pretese organolettiche. Poi c’è la via dell’assemblaggio con Mencia e Tempranillo, un sentiero classico e frequente, dove il Prieto Picudo si affloscia nella personalità del Tempranillo, a cui in ultima analisi si avvicina molto.

Si dice che un Tempranillo può presentarsi con tutte le migliori qualità di un Prieto ed essere scambiato per esso, ma un Prieto non riuscirà mai a salire sul gradino del Tempranillo.

L’ultima via enologica del Prieto Picudo è in versione vino da, e, per se stesso, e sarà un rosso che potrà stupire piacevolmente e restare impresso nella memoria.

Il produttore in questione è la Bodegas Tritón, siamo nella Castilla y Léon, il paese è Villanueva de Campeán, 30 km a sud di Zamora, gli abitanti sono 143.

I vigneti sono sistemati intorno a 700 metri s.l.m., e questo garantisce un corredo di profumi freschi e sani e un’acidità nell’acino di tutto rispetto.

Abbiamo degustato l’annata 2011, elaborato in pieno stile francese, con sosta in barrique per 18 mesi.

Ecco, quella sosta in barrique fortunatamente non ha contaminato il corredo fruttato, floreale e minerale del vino. L’ha reso fitto e concentrato nel colore, molto scuro nel granato, con luccicanti riflessi violacei sull’unghia. Il ventaglio dei profumi fruttati spazia dal ribes nero alla mora di rovo, dalla prugna rossa alla mora di gelso, dalla ciliegia di Vignola alle foglie di mirto. Poi c’è menta, liquirizia, cioccolato fondente e caffè tostato, termina con delicata resina che confluendo negli altri profumi compone uno speciale effetto balsamico.

Gusto dal tannino vigoroso ma attraente, potente senza creare l’impatto killer; ha un’acidità che insaporisce tutto il liquido e il finale di bocca è lunghissimo, con gradevolissima successione dei flavor di frutta e spezie.

È un vino rosso che recita una parte nuova nel panorama spagnolo, troppo dominato in numeri e qualità dal Tempranillo e dai moschettieri di Francia. Il Prieto Picudo di Tritón ha una personalità che non strizza l’occhio allo stampo enologico francese, ha un tannino che crea tensione in bocca ma non segna alcuno spunto vegetale e/o amaricante. Dà l’impressione di non poter resistere in vetro come i grandi del Duero e dell’Alta Rioja, ma la sua “porca  figura”, cioè quella di sballare il banco, la fa tutta e con raffinata qualità.

Ne consigliamo l’abbinamento con i ravioli ripieni di carne e salsa di selvaggina, con la bistecca di cinghiale al vino rosso, oppure con quel piatto dei sapori antichi che risponde al nome di pecora alla cottora.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)