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mercoledì 20 marzo 2013 16:30:00

di Roberto Bellini 

Lungo la linea del quarantanovesimo parallelo il Pinot bianco prende un altro nome: Blanc Vrai, cioè “vero bianco”.

In Champagne è il più coltivato dei vecchi vitigni e nei filari si riconosce la sua presenza per via della dimensione del grappolo: molto allungato, conico e senza ali.

È molto produttivo, e anche se si becca una gelata primaverile è capace di riprodurre il frutto    anche con i restanti germogli, per questo motivo lo si piantava nelle porzioni di vigna climaticamente più fredde.

La sua produzione è molto regolare, più del Pinot Noir, ed è anche qualitativamente interessante, la maturazione è molto rapida, però ha il difetto di ammalarsi con facilità, infatti del Pinot bianco si dice: matura velocissimamente e marcisce ancora più velocemente.  Secondo i vigneron più scafati è un vitigno che matura bene 2 anni su 10, in tutti gli altri la muffa lo assilla con ostinazione e continuità.

Eppure nell’Aube i maître de cave dicono che è molto utile nella creazione delle cuvée, perché apporta un’entità morbida preziosa e contribuisce a costruire un buon punto di equilibrio prima del tirage, in fin dei conti apporta anche un po’ di struttura all’assemblage.

Il suo però meno positivo è che non dà vini da lunga autolisi, e una volta finito il processo “sur lies” la sua evoluzione potrebbe accelerare un po’ troppo rapidamente.

Nonostante ciò alcune rinomate Maison lo ospitano nei loro appezzamenti: Aubry, Dufour, Tarlant e Laherte ne hanno  qualche porzione di ettaro, invece Pierre Gerbais ne ha 4 ettari e Michel Drappier 3.

Ed è appunto Pierre Gerbais che più attira la curiosità, soprattutto con la sua Cuvée L’Originale, un blanc de blancs da solo Pinot bianco.

Pierre Gerbais ha vigne a Celles-sur-Ources, un villaggetto molto tranquillo, di 459 abitanti, solcato dall’Ource, un affluente della Senna. Il terreno è argilloso-calcareo e in certi punti è addirittura molto calcareo, così da assicurare una certa mineralità al vino.

Pierre Gerbais Cuvée L’Originale è quindi 100% Pinot bianco, e una porzione di vigne sono state piantate nel 1904, le restanti sono comunque molto vecchie. Il Pinot bianco non trova contatto con  il legno, l’intenzione è di farlo esprimere in tutto il proprio fruttato, in tutta quell’elegante freschezza che lo caratterizza, e per preservare ancor di più questa integrità sono impiegati lieviti indigeni provenienti dalla pruina degli acini. A Gerbais piace una certa cremosità frizzante nell’espressione tattile dello Champagne, così la fermentazione malolattica è portata a compimento su tutta la gamma dei vini.

Lo Champagne Pierre Gerbais Cuvée L’Originale 2006 ha bolle fini e numerose, ma questo è scontato. Il colore è di un paglierino splendente, e pure questo è scontato. La fragranza olfattiva convoglia a sé sia il floreale che il fruttato, lo spunto brioché e una nota stranamente speziata e creamy. Il gusto non offre quella decisa e decisiva tipicità agrumata dei cugini Pinot, ma sprizza una freschezza al sapore di susina mirabelle, chiudendo la propria sensazione finale con un sapore che ricorda la pesca selvatica e la mela cotogna.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)