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venerdì 1 agosto 2014 16:30:00

Semplicemente perché la produzione è al di sotto delle 3.000 unità da 0,750cl. A proposito, è una produzione di vino, di pinot nero, in una zona in cui la vigna si trova a proprio agio come un dromedario ad Anchorage.

Siamo nel Casentino, terra mitica, selvaggia, aspra e forte – Dante ci scuserà – e… bellissima. Abbiamo fatto una ricerca sui prodotti casentinesi, e a onore del vero, non è che il vino sia in prima posizione. C’è lo straordinario e fashion Panno del Casentino, c’è il miele, c’è la strepitosa trota fario, c’è l’acqua di Calcedonia, che sui tavoli di Rue de Royale, al n° 3, di Parigi, si può incontrare con il nome Maxim’s.

Questa conca oblunga segnata dal corso dell’Arno, camminata da pastori e boscaioli, offre anche il sopraffino Prosciutto del Casentino e poi la recuperata Patata rossa di Cetica.

Se volessimo raccontare questi prodotti ci vorrebbero più pagine, invece per la novità casentinese di questi anni, e cioè il vino, non ci vuole tanto.

In Toscana impera il sangiovese e poco sotto principeggia il cabernet sauvignon, figuriamoci se nel Casentino qualcuno voleva adeguarsi ai potenti. Infatti c’hanno fatto, cioè cosa ha fatto un tal Vincenzo Tommasi in quel di Pratovecchio, s’è fatto di pinot nero.

Tutto accade al Podere della Civettaja nel Casentino, e se non bastasse quest’esser eno-folle (in senso buono) s’è anche concretizzato con la redazione del Manifesto dei Viticoltori di Pinot nero dell’Appennino Toscano, datato 2011.

Il Pinot Nero Igt Toscana 2011, Podere Civettaja, gradi 14% (ahi, ahi, ahi, ahi). Chissà perché tutto quest’alcool? Viene da chiedersi! Eppure sono 500 metri di altitudine dove sono le vigne dovrebbero essere rinfrescanti. Andiamo oltre e freghiamocene degli etilismi.

Quando si degusta del pinot nero dovremmo sgomberare mente e memoria dal luogo comune della Borgogna e anche ricordarsi che molti Bourgogne AOC sono scandalosamente sopravvalutati in prezzo e poco credibili in qualità.

Il nostro, inteso come italico, è luminoso nel colore e anche con una certa ombrosa intensità colorata d’un rubino rubicondo. In Francia si dice che il pinot nero “sente il terroir” e allora lo diciamo anche noi: Podere Civettaja sente, e ha assorbito, il terroir del Casentino, che in fatto di ambiente è più puro e purificato della Côte de Nuits.

I profumi fruttati scivolano tra gli arbusti carichi di bacche di lamponi e ribes rossi, sotto le fragoline di bosco cercano di maturare al meglio, il ricordo della violetta s’è fatto flebile, però la narice sinistra s’ammalia d’anice stellato e d’altre spezie non isolate. Insolito è l’arredo  vegetale, sembra foglia d’alloro o la lunga foglia appenninica: che sia un terroir-aroma?

Gusto tremolante, che – attenzione – non vuol dire traballante, ma intenzionato a registrarsi con l’evoluzione, per via d’una fresca (da acidi) espressività di ciliegie quasi selvatiche, che il suo boom alcolico (per cui il 14% è assolto) acquieta e rende eleganti, insieme a un tannino che sta scendendo senza sbandare dai primi tornanti della sua immissione nella forma dell’equilibrio del gusto. Benissimo il finale, quasi di terra umida d’un sottobosco prossimo a quei ruscelletti fatti descrivere da Dante Alighieri a Mastro Adamo da Brescia: li ruscelletti che d’i verdi colli / del Casentin discendon giuso in Arno / faccendo i lor canali freddi e molli (canto XXX inferno).

La natura selvaggia e nobile di quel Dante, che combattette a Campaldino, è natura enoica nel Podere Civettaja Pinot nero 2011, ritmato stimolo per un nuovo che nasce da un suolo dai dolci declivi per la vigna odierna, pianura fertile ma non viticola e monti corredati di abeti e faggi e correnti discensionali fresche, per profumar e rinfrescar l’anima del pinot nero.

A dispetto di certi vini questo è un vino da bersi: è pasteggiante. Qui nel Casentino è ben disposto ad accompagnare i Tortelli di patate del Casentino con sugo di carne o di funghi, gli gnocchi ai funghi porcini, oltre a ciò che vorrete di carne “nobile”, dal piccione alla starna, dal mitologico galletto mugellese alla griglia e tanto altro, purché il casentinese Civettaja Pinot Nero sia servito non oltre i 15°C. Su le mani, è un ordine!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)