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lunedì 19 ottobre 2015 17:00:00

Non si trova a tutti gli angoli il Pergola DOC, una delle ultime denominazioni partorite nelle Marche, che ha tra l’altro uno scopo molto interessante: valorizzare un biotipo (autoctono) di aleatico chiamato  vernaccia di Pergola, che a questo punto è il vitigno di qui.

Leggendo il disciplinare la valorizzazione di quest’aleatico sembra lontana da essere interpretata con chiarezza, vista la percentuale minima del 60% e le varie versioni tipologiche prodotte: dal novello al rosato, dal frizzante allo spumante, dal secco al passito.

L’aleatico è un vitigno molto interessante, anche se stranamente sottovalutato, nonostante il suo pregevole corredo fruttato e floreale, e ha un tipico gusto di ciliegia molto saporita capace di prolungarsi gustosamente nel finale di bocca. Semmai è complicato interpretarne l’equilibrio, soprattutto quando l’alcol occupa una dimensione di rilievo nella struttura gusto olfattiva del vino: può arrivare ad anestetizzare i profumi e minare la freschezza.

Vettina è un vino dell’Azienda Vitivinicola Terracruda, è un Pergola DOC, l’annata degustata il 2013. L’azienda ha scelto di interpretare l’aleatico nelle versioni rosato e rosso, nel rosso c’è quello che fa acciaio e quello che fa legno.

Vettina fa solo acciaio, quindi le prospettive erano di un impatto fresco, gusto con agile equilibrio tra acidità e alcol, saporito fruttato di ciliegia e finale succoso di frutta rossa. Non è stato così. Il colore rubino, riflessi buccia di ciliegia, non attira del tutto per la lucentezza che in sé l’aleatico dovrebbe offrire. Il profumo esce in una dimensione ovattata, con il fruttato attutito da un impeto alcolico che lascia passare solo un po’ di viola e di glicine appassiti. Ci attendevano un rinfrescante sprint fruttato, sarà per un’altra volta. Qualcuno chiede: ma quanti gradi ha? 15% vol. si legge in etichetta! Tutto inizia a quadrare appena s’avverte al palato la voluminosa consistenza alcolico/morbida, che “cuoce” il frutto e lo avvia sulla strada di una pseudo-dolcezza che addirittura maschera un po’ la tipicità dell’aleatico. Pur consci del fatto che il valore commerciale è più che accettabile, ci immaginavamo un altro Aleatico.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)