Associazione Italiana Sommelier

 

Open 7/7 - Nightjar

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lunedì 26 novembre 2012 09:45:00

Non si tratta dello Snow Cups Burgers che trovi lungo la storica Route 66 a Seligman in Arizona, questo open 7/7 ha il nome della City of London: the Bar “NIGHTJAR”.

Nightjar è un uccello semi notturno e semi diurno con ali lunghe e un piumaggio dal colore camaleontico, tanto che se cammina tra il fogliame caduco dell’autunno non si riesce a vedere.

Nightjar è al 129 di City Road, a Shoreditch nel Borough di Hackney a Londra, vicinissimo alla tub station di Old Street sulla Northern.

NIGHTJAR è un bar veramente londinese, le suppellettili sono in legno e non c’è alcuna cessione al minimalismo degli arredi della generazione degli architetti new age e l’aver preso il nome di un uccello notturno stimola avventure di quelle certi notti che assomigliano a un vizio che tu non vuoi smettere mai… E qui Ligabue ha pure un senso.

Anche The Nithtjar ha un senso, o quantomeno se lo è ricreato attingendo alla storia degli spirits (così si chiamano i distillati nel mondo anglosassone).

È qui che i nostalgici del tempo che fu (e i tifosi del mixed) trovano autentiche perle di distillati, come l’Hannisville Rye distillato nel 1863 in West Virginia nella Hannis Distillery, oppure il Monticello Rye da Baltimora, Maryland: il Rye Whiskey amato da un accanito antiproibizionista come Henry Louis Mencken, giornalista satiricamente poliedrico tanto che era conosciuto come il “saggio di Baltimora”.

Tra le altre rarità è possibile annusare il Rum El Chico del 1930, il Fox Cherry Brandy del 1940, il Marnier Lapostolle Cognac del 1910 e il Dow’s Pigeon Blend Scotch Whisky del 1920. Un senso di emozione da lacrime di gioia s’avventa nella mente quando si può constatare la presenza di un Old Tom Gin del 1810 e il Pimm’s N°1 del 1905. Insomma questo bar è un distillato di storia.

La lista dei cocktail del Nightjar è carica di un’intelligente invenzione nella parte in cui c’è la divisione tra le epoche del bere. C’è il segmento dei cocktail del pre-proibizionismo, che datano dal 1600 al 1918, poi ci sono quelli del proibizionismo (1918-1932) e infine quelli del dopoguerra che abbracciano dal 1940 al 2000.

Tra i cocktail antecedenti il proibizionismo spicca il Soyer au Champagne rivisitato, perché allo Champagne versato sul sorbetto all’ananas aggiungono del Maraschino e dell’Hennessy. Per la cronaca il Soyer au Champagne era l’antenato del sorbetto, molto in voga a Parigi nel 1870, apprezzato passatempo delle dame durante le pause tra un atto e l’altro nei teatri parigini.

Tra quelli fatti risalire al proibizionismo fa bella mostra di sé il Coalition, a base di Johnnie Walker Black, Gin Tanqueray, Sherry Fino, un brandy alla pesca e il Noilly Vermouth.

E per il post war cocktail è alquanto intrigante lo Champagne Flip, cocktail questo a base di Curvoisier, di infuso di noccioline, di Champagne e di rosso d’uovo d’anatra con zucchero: un vero ricostituente.

Le originali bevande miscelate del NIGHTJAR ci collegano a un altro straordinario momento della vita londinese di questi ultimi mesi, a quel cocktail ormai entrato nel guinness dei primati, creato dal barman Salvatore Calabrese e servito al pubblico al prezzo di 5.500 sterline a bicchiere: ma questa è una storia che racconteremo con altri contorni etilici.

Invece il contorno della spirits and wine list del NIGHTJAR sorprende per alcune gocce di saggia consapevolezza del sorbire l’alcool.

Dal libro del Bar dell’Old Waldorf Astoria (1935) è riportato come una prefazione a gioire del bere sintetizzando che i veri Gentlemen sono quelli che fanno del loro bere l’alcool uno dei piaceri della vita e non uno dei loro danni. Sagge parole, avrebbe detto Mencken sorseggiando un Monticello Rye.

Se qualcuno vuole togliersi uno sfizio consulti il sito www.finestandrarest.com.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://aisitalia.it/open-7-7-nightjar.aspx