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Olio nero e legno dal whisky

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mercoledì 17 gennaio 2018 10:00:00

La storia del birrificio Harviestoun ebbe inizio nell’ottobre del 1983, il propulsore di tutto è stato un passionista di birra, Ken Brooker. Di lui si dice che sia famoso per le straordinarie sessioni di degustazione che riusciva a condurre, ospitando amici personali, ma soprattutto amici della birra.

L’attività brassicola del primo Ken è catalogabile come una “garage beer”, visto che la prima fucina di fermentazione della birra era un ex capanno adibito a fienile, un edificio sgangherato come si poteva trovare ai tempi della distillazione clandestina del whisky. Siamo in Scozia, nel Clackmannanshire, territorio vallivo cesellato di castelli medievali dominati dal panorama verdissimo delle Ochil Hills. Qui ad Alva, proprio ai piedi della collina, dove le cascate Alva Glen offrono uno splendore naturalistico d’altri temi, è impiantata la brasseria Harviestoun.

La gamma prodotta è varia, dalla IPA alla Pale Ale, dalla Black Ale alla leggera Golden Ale. Quello che ha incuriosito la nostra voglia di “birrosità” è la serie OLA DUBH (altrimenti traducibile in Olio Nero) che trova valore stravagante nell’essere stata maturata in botti che hanno contenuto del Whisky, quello della pregiata distilleria Highland Park, e il numero “12”  in etichetta corrisponde all’età dell’affinamento del distillato. OLA DUBH 12 è il suo nome, Harviestoun Breweery Ltd è la brasseria, la birra è una Ale con gradazione 8% vol.

Il colore è scuro come la notte in brughiera, cupo come nuvole tempestose, dà effetto visivo di densità, di consistenza. Ha profumo di piccoli frutti neri passiti, quasi di uva rossa; c’è un fumé torbato, poi caramello, il ricordo dell’orzo arrostito, del caffè robusta e di cacao amaro. L’aroma emana note calde, senza luppolatura, quasi balsamiche. Il volume liquido ha una sfumatissima energia carbonica, è quasi denso e semi viscoso in masticazione, c’è molto tono fruttato, di frutti scuri grigliati, di caramello, di prugne secche bagnate nel distillato, qualche speziatura alla vaniglia e ancora cioccolato, chiude con tono fluido di legno tannico e di effetto fenolico come se fosse riuscita a succhiare il whisky dal legno delle botticelle. Rispetto ad altre birre lavorate in botte, l’ossidazione della OLA DUBH è assente, ha struttura nel medio corpo e un finale di bocca che si “scalda”  in odori di single malt whisky.

Ais Staff Writer

 

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