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giovedì 23 febbraio 2017 14:30:00

Monterrei è proprio al confine con il Portogallo, in Galizia, in quel nord-ovest di romana reminiscenza, che al tempo dell’oro videro i legionari piantarvi vigna per dissetarsi e distrarsi dalle fatiche.

Qui incontriamo Quinta de Muradella, esperti viticoltori di vitigni autoctoni che negli ultimi anni si sono affermati worldwide, spuntando giudizi eccezionali nelle versioni in rosso, rispolverando peraltro un concetto di vigneto che per molti anni è stato assente in Spagna.

Muradella DO Monterrei 2010 è tutto una spremuta di vitigno doña blanca, coltivato su uno strato di quarzo e argilla a un’altitudine di 500 metri slm.

I grappoli una volta raccolti sono posti interi (50%) in vasche di acciaio, il restante 50% sono acini sgranellati; per 48 ore si lasciano macerare a freddo. A fermentazione attivata intorno al 50%, con uso di soli lieviti indigeni, si trasferisce il tutto in botti di legno francese di tre anni d’età, capacità 500 litri, dove la fermentazione lentamente si estingue. Prima di passare in vetro, fa altra sosta in botti di legno, circa 10 mesi, infine passa in acciaio per la naturale decantazione che dura fino a sei mesi. Sette anni e non li dimostra, verrebbe da esclamare per questo 2010, non senza sorpresa. Ha sì colore dorato, inciso di striature ramate, ma il suo profumo ha la purezza di un fruttato totalmente in fragranza di salute: pesca, mela golden, melone bianco, mimosa, fiore fresco di camomilla, anice stellato e biancospino. Chiude con un tocco di zenzero fresco. Al gusto ha la fresca crudezza di una susina gialla, quasi insaporita da una spruzzata di sale marino. Il 13,5% di alcol mitiga ed è mitigato da un flusso di durezze solido e inviolato. Ha una succosa masticabilità liquida che costruisce una sostanza strutturale pienamente ricca di gradevolezza e di continuità in persistenza gusto-olfattiva. Anche se volessimo tentare di paragonarlo a qualche vitigno italico, non troviamo certezze di confrontabilità. Dà un’idea di mix di uve, molto friulane, come ribolla e vitovska.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)