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mercoledì 11 aprile 2018 09:00:00

La prima volta che parlammo di Millennials fu nell’aprile del 2015. Trattammo l’argomento senza connotazioni di genere, ma gli analisti dell’epoca propendevano per i Millennials al maschile e riposero molte speranze sull’energica positività nell’impatto eno-beverage. La generazione è stata inquadrata tra il 1982 e il 2000, quindi adesso sono tutti maggiorenni e niente impedirebbe loro di farsi sentire, con i loro nuovi gusti, nel mondo del consumo del vino. Molti Millennials maschietti però si sono affievoliti tra il 2016 e il 2017, mentre le donne hanno tenuto botta e adesso stanno diventando l’energia che carica i motori del bere.

La riflessione l’ha espressa il Chicago Tribune, supportandola con dati e statistiche molto interessanti anche se non calzanti per il nostro stivale.

Cos’è accaduto ai nostri Millennials? La prima considerazione ci indica che il marketing del vino italiano non si era lasciato affascinare dai presunti, anzi auspicati, input di questo segmento generazionale; negli States i discorsi in merito furono anche impreziositi da pareri mediatici in versione premio Oscar, tanto che in molti ci credettero.

La nostra visuale Millennials non ha certo le angolazioni strategiche e di marketing dell’utenza americana, però, seppur limitata nel confronto numerico, ha una valenza sulla realtà più saldata alla quotidianità che alle proiezione dei grafici durante un master post-universitario o propedeutico alla vendita.

A nostro avviso, i dati che possediamo, i cui numeri scaturiscono dall’attività di educazione al vino con i corsi per sommelier, quei numeri pieni di Millennials che investono un ciclo di corsi per sommelier tenutesi dal 2014 al 2017, ci offrono una panoramica puntuale e chiara sull’accaduto. L’effetto Millennials al maschile non c’è stato, nonostante il generalizzato aumento dei partecipanti ai corsi per sommelier. Questo perché quell’aumento è conseguenza di maggior presenza femminile, con un’incidenza che ha sottratto spazio alla torta maschile.

Ciò potrebbe indirizzare il futuro enoico quasi “in direzione ostinata e contraria”, senza “evaporare in una nuvola rossa”, infatti la donna Millennials è rosa e molto frizzante, rispetto al pensoso e da meditazione decantabile che il maschietto Millennials ha ereditato dalla generazione precedente. E poi donna significa anche nuovi territori e orizzonti distanti, ma soprattutto nuovo equilibrio alcolico, in versione, “che serve tutto quell’alcol?”. Il nuovo verbo non sarà mica fruibilità?

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)