Statistiche

  • Interventi (1629)
  • Commenti (0)

Archivi

lunedì 21 dicembre 2015 16:30:00

Nel 1974 Bill e Ross Spence vinificarono 300 litri di sauvignon blanc e divennero i primi produttori di quel vino in Nuova Zelanda. Da quegli anni il vino bianco della terra dei kiwi ha fatto una  progressione impressionante, diventando un’icona mondiale, soprattutto da quando s’è ricavato una personalità organolettica distante da quella spettacolare ed eccellente convenzionalità che abita nel Pouilly-Fumé e nel Sancerre. Ma la Nuova Zelanda non si è solo dedicata al sauvignon alternativo alla tradizionalità europea, s’è misurato anche con lo stile Graves, in tal caso miscelato con il sémillon; e se da una parte in quello in purezza s’è specializzata nell’uso dell’acciaio, nello stile white Bordeaux non ha disdegnato il legno.

Gli Spence nella loro Winery The Matua nell’anno 1999 produssero un mix di sauvignon e sémillon elaborato in legno, con 13% di alcool.

Com’è questo Matua Valley Reserve Sauvignon blanc – Semillon, dal North Island? È presto detto: straordinario.

Mai avremmo immaginato una tenuta così forte, non solo nel colore, che appena sfiora un caldo dorato, ma ancor di più al profumo. Niente erbaceo, no vegetale, ma fiori gialli dolci, pâté di mango e ananas, erbette aromatiche, iodio e salmastro, poi un tocco di noce di cocco e di pan brioche. Vellutatissimo e minerale al palato, saporito in acidità e morbido nella glicerina, alcol caldo con debita distanza dal presenziare in disidratazione.

Ha volume liquido sostanziosamente cesellato da una mescolanza di guava, mango e papaia, arricchito da un’acidità al pompelmo e un finale lunghissimo che curva nel miele. Un’icona di classica modernità!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)