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lunedì 25 marzo 2019 09:30:00

Congratulazioni Matteo. Questa è la tua prima vittoria a un concorso AIS! Una bella soddisfazione! Hai sempre lavorato nel mondo del vino? O ti sei dedicato anche ad altre professioni? 

Sì, subito dopo il conseguimento del diploma presso l'istituto tecnico alberghiero ho inizato a muovere i primi passi nel mondo della sala, ponendo particolare attenzione all'ambito vitivinicolo, sviluppandomi con corsi AIS e alimentando la mia curiosità girando per le varie aree di produzione.

 
Parliamo un po’ di Marche. Una regione ampia, ricca di denominazioni. Come sei riuscito a districarti per prepararti al concorso? 
 
Bevendo! Ahahahah! No dai, tornando seri. Ho cercato di documentarmi e approfondire ogni area di produzione, tastando il terreno in prima persona, seguendo i racconti e ascoltando le storie dei produttori. Ho cercato di immagazzinare il più possibile, memorizzando le peculiarità del territorio e di ogni singola etichetta, che tra l'altro è la parte che più mi affascina di questo mondo. Ho anche avuto la possibilità di partecipare alla scuola concorsi della Toscana, che mi ha dato l'inquadratura giusta per affrontare il concorso.
 

Ci sono denominazioni, etichette, produttori che apprezzi in particolar modo?

Sì, naturalmente, ma penso che sia riduttivo parlare di una singola denominazione, produttore o etichetta. La cosa che più mi emoziona è quando in un calice ritrovo la riconoscibilità del varietale, del territorio, del cru o dell'annata che riconducono alla mano del  produttore. Quando in un vino riconosco questi elementi, che si parli di una grande annata o meno, vuol dire che il ciclo produttivo di quell'etichetta sarà capace di lasciare un segno indelebile nella memoria di chi lo beve.

 

E fuori dalle Marche?

Vale lo stesso concetto della domanda sopra, anche se nei miei ultimi viaggi sono rimasto particolarmente colpito da due territori: l'Alto Piemonte e l'area di produzione dell'Etna; due ambiti già acclamati nel mondo vitivinicolo, ma con un grande potenziale di crescita futuro.

 

Da sommelier, come vedi la promozione dei vini marchigiani? Quali denominazioni credi siano meglio rappresentate, e quali, invece, meno?

Le Marche sono un territorio ancora inespresso, dalle grandi potenzialità. Sicuramente negli ultimi anni c'è stato un forte incremento qualitativo, e di conseguenza anche maggior promozione. Mi auguro comunque che dai consorzi, fino ai ristoranti e alle enoteche, si continui con la comunicazione e la valorizzazione dei prodotti dell'intero territorio marchigiano. A mio avviso le denominazioni meglio rappresentative della regione sono da una parte il Verdicchio dei Castelli di Jesj e il Verdicchio di Matelica, che grazie all'Istituto Marchigiano di Tutela Vini da piu di 15 anni scommette sulla qualita del prodotto, e dall'altra l'Offida, con un alto potenziale inespresso che andrebbe valorizzato di piu, e il territorio del Conero.

 

Hai dei suggerimenti per diffondere la conoscenza e l’apprezzamento tra il pubblico del vino della tua regione? 

Il mio suggerimento è di cercare di avvicinare il più possibile le persone al territorio di produzione, organizzando degustazioni in loco direttamente con il produttore e sensibilizzare maggiormente sul prodotto.

 

Per i più curiosi. Ti ricordi quali domande ti hanno proposto? Quali abbinamenti sono stati oggetto della prova?

Le domande che mi sono capitate durante l'esame toccavano il panorama vitivinicolo regionale e nazionale, a 360 gradi, e in parte quello internazionale, passando per denominazioni, vini, birre e distillati. Una domanda che ricordo particolarmente mi chiedeva l'anno di fondazione di alcune aziende. La prova scritta prevedeva l'abbinamento di un piatto a un vino nazionale. Durante la prova orale, invece, mi è stato chiesto di abbinare, a un menu composto da tre portate, due vini di due zone differenti della regione, e per concludere un vino a tutto pasto.

 

Qual è il tuo prossimo obiettivo come sommelier AIS?

Prepararmi al meglio per il Concorso Nazionale come Miglior Sommelier d'Italia, a novembre. 

 

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere la strada dei concorsi?

Di non dimenticare che abbiamo iniziato questo percorso nel segno della passione. Con studio e dedizione, riservando sempre l'umiltà, si possono raggiungere grandi traguardi.

 

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)