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martedì 22 luglio 2014 09:45:00

Siamo in Trentino, a Pressano. È qui che Marco Zanoni ha vigneto, appena quattro ha, un’inezia in confronto alle distese rigogliose attendate tra colli, valli e colline.

Di questo sauvignon ne fa poco meno di 6000 bocce, il tutto fu trattato in assenza di ossigeno per isolarlo da effetti ossidanti e usuranti, poi alterna botte di legno di acacia e vasca di acciaio per la fermentazione e la maturazione, poi miscela il tutto e imbottiglia.

Il racconto produttivo non dà un indirizzo preciso sulla proiezione evolutiva del vino, per cui la vista del 2008 mette un po’ di timore al tavolo. Timore per cosa? Beh, un sauvignon che puzzicchia di pipì de chat a pelo grigio (usiamo un francesismo per forbire un fastidio) non  rallegrerebbe la convivialità.

Invece no! È tutto d’un pezzo nel suo agrumato succo che gocciola sopra la susina gialla, il mango, il ribes bianco, la pesca gialla, l’albicocca e uno spunto d’ananas.

Giallissimo nei fiori, frantumante nell’effetto sale grosso macinato, è un’odissea anti tipica del celebrato vegetal-varietal.

Ah, se fossero tutti così i Sauvignon! Questo Maso Furli potrebbe essere schierato nel team del Pouilly-Fumé senza sfigurare.

Gusto roccioso. Cosa vuol dire? Sembra di sgranocchiare un piccolo sassolino di fiume inumiditosi in una spremuta di limone di Sorrento arricchita di sciroppo d’acero in cui sembra essere caduto del sale di Maldon.

Fa salivazione abbondante e fluida, senza il fastidio d’una acidità in scompigliata asprezza. Masticando il ricordo liquido sale un sapore di frutta tropicale che raramente si riscontra nell’italico nettare da sauvignon bianco. Ha già il suo equilibrio corporale, e… quant’è bella “morbidezza” che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza.

Scusaci tanto Lorenzo, ma qui ci siamo sognati Bacco e Arianna e quel carpe diem s’è fatto per un giorno enologico.

Volete un gossip tecnico? Il vino fu quotato tra 88-86/100 nel 2010, oggi, 2014, supera i 90/100 e non ci sarà medaglia che tenga a santificarne l’eccellenza; da parte nostra non ci resta che dire: good job Marco!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)