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giovedì 14 luglio 2016 09:30:00

La terra è la Slovenia, ma lì c’è del Carso e c’è la Malvazija, che seppur scritta in sloveno, è quella istriana. Il vignaiolo si chiama Marko Fon, in etichetta c’è scritto Vinogradi, l’annata è la 2013, i gradi sono un bel 13% vol. Le uve sono state raccolte dopo che un vigneto di oltre 60 anni d’età le ha maturate al punto giusto, poi giunte in cantina sono state sgranellate manualmente, ne è seguita la macerazione per consentire al liquido/succo di abbandonare il paglierino, infine tutta la fermentazione è stata fatta con lieviti indigeni. Filtrazione zero! Del vignaiolo Marko Fon si sussurra di tutto: eccentrico quanto eclettico, carsocentrico con contorno sloveno, autarchico in vigna, anti enologo in cantina, insomma un personaggio al limite e per questo è ok.

Così come è ok la Malvazija 2013, con colore d’un giallo rossiccio che sfiorisce in certe venature pastellate di buccia di mandarino, tende all’orange ma non vuole esserlo, nonostante una macerazione che non fluisce nel controllo ossidativo, ma preserva l’evoluzione della naturalità. Il profumo è un ritmico ondeggiamento d’espressività pseudo aromatica, con inconsueta florealità di zagara e magnolia, erbe aromatiche mentolate e un fruttato come spremuta di mandarino a fare da bagna al melone giallo, poi del calcare come frantumato in mille briciole. Non è frequente trovare in un vino un siffatto equilibrio olfattivo tra toni di terziario puro e illanguidente secondario. Tantissima la sapidità al gusto, mostruosa la morbidezza (sottile e strisciante), ben avvitato l’alcol e spunto sciantoso in acidità. Il suo spessore liquido crea un positivo scalpore organolettico, perché fa vivere in sé due anime: la sofferenza dell’orange wine che non s’è volutamente concretizzata e la spregiudicatezza di lasciar trasparire un’età irreale, con un maquillage curato nei minimi dettaglio da abilità italo-carsica. È vino per piatti speziati d’origine orientale, pollo al curry soprattutto, gamberetti al curry, preparazioni Tandoori, e anche tanto e tanto di italiano spirito culinario e nel friulano sta bene con il frico.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)