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mercoledì 23 dicembre 2015 10:30:00

C’è un sistema per prevenire il mal di testa da vino rosso? Bella domanda verrebbe da dire, e altrettanto bella potrebbe essere la risposta, che naturalmente non possiamo assolutamente avvalorare nell’intenzionalità preventiva.

Nella sezione Health News di Northjersey.com si riporta una news riferita al Dr. Damon Fellman direttore di Hackensack University Medical Centre (Neurology group).

Per il dottore in questione l’associazione tra vino rosso e mal di testa può essere già considerata un fenomeno ed è stato ufficialmente definito RWH (red wine headhaches: mal di testa da vino rosso).

Sinceramente un po’ di sano scetticismo, anche se non abbiamo una competenza medica, ci resta compenetrato nel pensiero, ma torniamo alla notizia.

Secondo lo studio (a dire il vero non è proposto come un vero e proprio studio) uno dei responsabili è identificato nei solfiti, quindi anidride solforosa, quella aggiunta per preservare il vino in bottiglia. Ciò non è del tutto sostenibile perché anche il bianco la contiene, in misura anche maggiore, e anche la birra, il formaggio e la frutta secca ne possono contenere di più di quella presente nel vino.

Escludendo l’aspetto dell’intolleranza al prodotto, una parte di questo sospetto cade nel vuoto e s’eleva a probabile responsabile l’istamina che si trova in modo del tutto naturale nella buccia, quindi fino al 200% superiore nei rossi rispetto ai bianchi.

Ecco una bella sospettata, l’istamina! Se la persona è molto sensibile all’istamina e/o ne è allergica, il mal di testa può essere il riflesso di quella presenza. Qualcuno è giunto anche a suggerire di usare un farmaco che prevenga l’effetto dell’istamina, al che il nostro commento è un bel mah!

L’altra possibile causa è il tannino. A dire il vero dopo tannino c’è un bel “?”, e ci va di affermare: meno male! Un’altra possibile causa è il vino di scarsa qualità. In questo caso i sospettati sono quei coadiuvanti enologici di legge immessi nel vino e che sfiorano il massimo consentibile. L’articolo prosegue con la considerazione che se si acquista una bottiglia di vino rosso da 1,99 dollari, probabilmente la parte di costruzione tecnico-industriale del vino è dominante sulla naturalità artigianale. A conclusione del tutto ecco che la matassa si dipana in tutta le sua naturalità: non sarà mica la deidratazione a favorire il mal di testa? Nel qual caso si beva dell’acqua dopo il vino. Per noi che non abitiamo nel New Jersey, ma in una nazione in cui una porzione di territorio fu chiamata “Enotria”, questo ha un solo significato: non sarà mica che il sorbir d’alcol è stato un po’ abbondante?

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)