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martedì 7 febbraio 2012 14:50:00

Si è svolto dal 2 al 5 febbraio il consueto appuntamento veronese con il mondo agricolo. Protagonista di un talk show con ospiti d'eccellenza Magis, il progetto di vitivinicoltura sostenibile promosso da Bayer.

Più di 1300 espositori per l'edizione veronese 2012 di Fieragricola. Cinque saloni dedicati al comparto che partendo dall'agrimeccanica hanno toccato la zootecnia, i servizi, le energie da fonti rinnovabili fino, con Agripiazza, ai mezzi tecnici in agricoltura.
Non poteva e non è mancato all'appuntamento uno dei prodotti chiave del Made in Italy. Sul palco di Agripiazza il vino ha fatto parlare di sé portato in vetrina da Bayer Crop Science sotto il cappello Magis, il progetto di vitivinicoltura sostenibile partito nel 2009 che coinvolge il mondo produttivo e della ricerca.
A suon di domande e risposte gli esponenti del sistema scientifico e produttivo hanno affrontato i temi della sostenibilità ambientale, della produzione integrata e della corretta gestione ed utilizzo delle macchine in un ottica di agricoltura di precisione o, comunque, di un attento impiego della chimica e delle risorse naturali.
Protagonisti del dibattito Paolo Balsari del dipartimento di economia ed ingegneria agraria dell'Università di Torino; Attilio Scienza presidente del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia della Facoltà di Agraria di Milano; Antonio Romano, enologo e direttore di produzione dell'azienda vitivinicola Conti Zecca; Mirco Pompili agronomo dell'azienda Fazi Battaglia; Mauro D'Arcangelo del Cra di Arezzo ed Emilio Renato De Filippi, vicepresidente di Assoenologi e direttore-enologo dell'azienda vitivinicola Castello di Cigognola.
«Bayer punta all'innovazione e alla sostenibilità» spiega Karina von Detten a capo di Bayer CropScience Italia, dallo schermo di Agripiazza e Magis, ponendosi come anello di congiunzione tra ricerca e produzione, diffonde il concetto di sostenibilità in viticoltura anche in vista delle normative europee che dal 2014 vestiranno di obbligatorietà la produzione agricola integrata.
Primo esempio italiano con approccio sinergico di sostenibilità delle produzioni vitivinicole, come sottolinea Attilio Scienza, «Magis rappresenta un'importante momento di formazione - aggiunge D'Arcangelo -, che permette di stare al passo con il progresso della ricerca scientifica. Un percorso che  richiama ad un senso di responsabilità comune; ognuno – prosegue – dovrà rispondere per le proprie specifiche attività».
Qualità e sostenibilità ambientale, disegnano l'unica via percorribile per la viticoltura italiana che attraversa una fase di flessione dei consumi interni.
Sfruttare l'appealing che il Made in Italy possiede, può aprire le porte ai mercati emergenti in cui la cultura del vino è tutta da costruire. A ciò, va affiancato un percorso di tutela ambientale ed impiego consapevole dei fattori produttivi senza dimenticare la fase di comunicazione al mercato.
Magis che racchiude tutti questi concetti in un'unica filosofia non tralascia - plus del progetto - la componente scientifica mettendola a disposizione delle aziende.
«La globalizzazione – afferma De Filippi - ci pone in una situazione di continuo confronto con mercati molto diversi tra loro; la qualità e la sostenibilità sono la chiave. I dati che evidenziano un calo della vendemmia 2011 sono sicuramente imputabili a fattori climatici ed ambientali ma anche alla tipologia di prodotto; dove c'è qualità difficilmente si ricorre a misure quali la vendemmia verde introdotta dalla riforma Ocm che, così come gli espianti, in parte ha contribuito al calo produttivo».
Altro pilastro di Magis sottolineato questa volta da Balsari, sempre in un ottica di tutela ambientale e gestione mirata dei fattori della produzione, è l'attenzione alle macchine e alla tecnologia in campo.
«Magis – spiega il docente -, passando attraverso l'esperienza di aziende leader nel comparto, crea una sorta di cassa di risonanza, promuovendo e diffondendo l'interesse nei confronti di queste tecnologie. Certo, non è con la viticoltura di precisione che risolviamo i problemi della difesa integrata – prosegue – ma essa è una componente, una possibile soluzione che andando ad intervenire in modo preciso riduce fortemente l'impatto sull'ambiente ed i relativi rischi per la salute dell'uomo».

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)