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mercoledì 1 febbraio 2017 15:00:00

Non si tratta di qualità ma di numeri. Nel 2016 sono state inviate alla vendita circa 306 milioni di bottiglie, nel 2015 furono 312, e questi 6 milioni di bottiglie in meno staccano un differenziale del 2%.

Cos’è accaduto? Le altre bollicine hanno fatto presa worldwide?

I mercati in declino sono principalmente due: Francia e Inghilterra. Se analizziamo l’Oltremanica, quella perdita numerica (3 milioni di bocce) potrebbe significare la conquista di spazi di mercato da parte di altre realtà spumantistiche. Lo stesso non può dirsi del mercato di Francia, dove la minor presenza non è stata sostituita da altri attori enologici.

È infatti il consumo interno che preoccupa, da 162 milioni del 2015 sono passai a 158 nel 2016. Nonostante ciò l’andamento dei prezzi dello Champagne è ancora indecifrabile e poco propenso a proiettarsi in un grafico, si sussurra di aumenti, ma non se ne comprende la strategia, visto che il mercato del 2017 sarà invaso da un numero di bottiglie superiori a quelle vendute dello scorso anno.

Giusto per chiarire ecco come hanno ragionato in Champagne nel giugno 2016. I tecnici hanno conteggiato che tra resa annuale e immissione di vin de réserve, a settembre del 2018 potrebbero sbucare sul mercato circa 316 milioni di bottiglie, contando quelle che usciranno nel 2017 si arriverà (presumibilmente) nel biennio a oltre 630 milioni di bottiglie. Se non si aprono o non si incrementano le vendite nei nuovi mercati, la prospettiva inglese rischia ancora di lasciare per strada dei numeri, e l’English sparkling (anzi il British Fizz, come lo chiamano negli USA) l’accentuerebbe, mentre quello 0,5% in più dei mercati non europei potrebbe offrire scappatoie molto interessanti.

Che fare quindi in questi primi mesi? Si acquista per timore di incrementi o s’attende che il pericolo di trovarsi con un sovraccarico attivi delle scontistiche più aggressive?  Gli analisti non riescono a cavare il sughero, temono lo scoppio e una figura bruttina. Quindi? Attenderemo, come sempre, gli eventi e aspetteremo con fiducia qualitativa l’uscita delle nuove vendemmie.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)