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mercoledì 13 luglio 2016 12:00:00

Dopo qualche anno di ansimante ascesa, anche sgomitando con decisione, il trend s’è bloccato: lo Champagne rosé nel 2015 non è partito per l’estero. Il raffronto tra il 2014 è il 2015 evidenzia dati un po’ raggelanti. Nel 2014 la percentuale di Champagne rosato, per valore, era dell’11,3%, nel 2015 è stata dell’11,5%, e siccome qualche ritocco di prezzo c’è stato, la crescita non è ripartita.

Di certo la causa di questo non incremento, o mancato volo spiccato, non può essere additata alle condizioni vendemmiali, al pari del bianco NV, anche il rosato è un non millesimato. Un certo senso di incertezza lo si avverte nella media qualitativa, spesso non così rigorosamente curata come nelle versioni base del bianco, e certe volte questo rosé d’assemblage (che è il più diffuso) ha delle estremizzazioni in colore, profumo e gusto, che dà l’idea che qualche produttore non abbia ancora azzeccato del tutto l’idea del suo stile. Un altro aspetto, e non di poco conto, è la differenza di prezzo con il bianco brut NV. Spesso la distanza è percentualmente rilevante e il valore commerciale non corrisponde a un bilanciato rapporto prezzo-qualità, anche perché, a parte la diversità di colore, tantissimi Champagne rosé d’assemblaggio non evidenziano marcate distinzioni nei profumi e spessissimo anche nel gusto rispetto al classico bianco, per cui quello scalino in più di prezzo non viene compreso e se pagato mal digerito. Infine la collettività degli amanti della spuma della Marne è ancora molto affezionata allo Champagne Bianco NV Brut, il cui valore in termini di volume s’attesta all’81%, dopo aver ceduto alcuni punti percentuale nel corso degli anni passati.

C’è invece una gradita sorpresa nel Demi-sec, che passa dal 2,6% al 2,8%, a testimonianza di un’attenzione per qualcosa di nuovo, anche se quel gusto è primordiale in Champagne. Che ci sia in corso un’involuzione rosé è presto per dirlo, anche perché le versioni colorate del vino fermo sono ancora in discreta ascesa, per cui attendiamo i dati del 2016 per fare un altro confronto.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)