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mercoledì 30 aprile 2014 15:30:00

Avevamo letto di questo Champagne pittoresco (inteso da pittorico, intenso ancora da espressione di pittura) in un articolo di H. Lalau.

Ci ha appassionato il rapporto tra Essoyes, un micro villaggio di vignaioli  della zona di Riceys, là dove Champagne e Borgogna si miscelano così perfettamente tanto da perdere parte della loro identità enologica, e il pittore Pierre-Auguste Renoir.

Renoir per trenta anni passò una parte dell’estate a Essoyes, e finì con comprarvi casa nel 1896. Ebbe ottimi rapporti con i vignaioli, della cui amicizia andava fiero e da cui forse trasse qualche aiuto per la vigna che era annessa al casolare.

Sappiamo che era piantata a Gamay, un po’ come tutto l’Aube, tanto che era perfino autorizzato per produrre Champagne, e l’autorizzazione resistette fino al 1930 e oltre.

Egli non vinificò le sue uve e quando la fillossera le distrusse non procedettero ad alcun reimpianto. Il vino però lo apprezzava, ne dà testimonianza il figlio, ma lo testimonia anche la presenza in molti quadri; era prevalentemente vino rosso quello bevuto da Renoir, anche perché in quell’epoca l’Aube produceva molto vino rosso.

Amò questo luogo tanto da dipingerlo nel 1900, il quadro si intitola “Printemps à Essoyes”. Oggi a Essoyes c’è un piccolo Museo dedicato a Renoirs, è situato nel suo ex atelier ed è veramente interessante da visitare, magari dopo aver degustato un bel bicchiere di Champagne La Belle Gabrielle.

Gabrielle Renard fu una delle modelle di Renoir, oltre che cugina della moglie e baby sitter dei figli, a lei dedicherà uno dei suoi ultimi quadri “Gabrielle à la rose”, nonché il famosi «Femme nue couchée» et «Gabrielle à la Chemise ouverte».

Gabrielle era originaria di Essoyes, quindi per celebrare quest’unione con Renoir la Cooperativa de Fontette, ovvero la Maison Charles Collin ha reso gli onori al pittore con questa cuvée.

La Belle Gabrielle Charles Collin è un multi millesimato che ingloba un 80% di chardonnay e un 20% di pinot noir. Viene usato il cuore della cuvée e le uve subiscono una selezione parcellare, infine il dosaggio non supera i 10 g/l. L’affinamento in cantina oscilla tra i 4 e 5 anni.

Le note organolettiche sono espressione dello stile Aube, marcano il brioché e la viennoiserie, il biscotto tostato e il torrone bianco per via della lunga autolisi. Lo chardonnay regala spunti di agrumi, di pera e di fico bianco. Il gusto s’adagia sulla filosofia dell’Aube, l’effetto rinfrescante s’adagia su morbidezza cremose, che fanno risaltare un delicato sapore di miele, di uva bianca secca e di nocciolina, soprattutto nel finale del gusto. È uno Champagne creato per avere un’immediatezza di equilibrio nella fusione tra durezza acide, durezza sapida e pungenza d’effervescenza.

Ideale per accompagnare la pasta (mezze maniche o paccheri) con salsa bianca di pesce anche un po’ piccante, il carpaccio di branzino e l’impepata di cozze o, perché no, una pizza marinara dai colori renoiriani.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)