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giovedì 21 marzo 2013 17:00:00

La sua coltivazione è pressoché concentrata nell’est della Francia, ma non ha mai raggiunto un’estensione apprezzabile. Nel 1958 se ne contavano una sessantina di ettari, oggi è ridotto a meno di 10. L’uso negli anni 50 era essenzialmente rivolto alla produzione di vini da tavola, mentre nella zona dello Champagne finiva impersonalmente nelle più svariate cuvée.

L’uva nasce dall’incontro del Savagnin (Jura) con il Gouias (importato dai Romani durante la loro presenza in Gallia). La sua forma è conica, alquanto raccolta, con bacche piccole e ha un peduncolo colorato di rosso.

Gradisce il suolo calcareo e un’esposizione adeguata perché germoglia precocemente. Il Petit Meslier gradisce svilupparsi vegetativamente verso il basso, piuttosto che in alto, come fanno tutti i vitigni per cercare la luce del sole.

A parlare del Meslier è Aurélien Laherte e lo racconta come un’uva capace di dare vini freschissimi, che danno un vigore ed un’energia agrumata alle cuvée realizzate con sole uve bianche.

C’è solo una Maison che fa Champagne di solo Petit Meslier, è Duval-Leroy con la cuvée Authentis Petit Meslier. La produzione è inferiore alle 1.000 bottiglie per cui non mi è stato possibile recuperarla, però è stato facile assicurarsi la degustazione di alcune perle enologiche come lo Champagne Aspasie Cépage d’Antan, il Drappier Quattour Blanc de Quatre Blanc o Laherte Frères Les 7 Extra Brut.

Champagne Aspasie Cépage d’Antan è una cuvée con 40% di Petit Meslier,  40% Arbane e 20% Pinot bianco: un blanc de blancs d’altri tempi. La miscela dei tre vitigni crea un floreale quasi dolce, come gelsomino, anche nel fruttato è riconoscibile la pera william e chiude con una fragranza di viennoiserie. È sorprendente la delicatezza del profumo, più assimilabile al Meunier che alle tre uve bianche. Anche al gusto stupisce un po’ per un’inaspettata cremosità fruttata e per la sottilissima pungenza della CO2: si perderebbe una scommessa se non dichiarassero la presenza dei tre vitigni marginali,

Champagne Drappier Quattour Blanc de Quatre ha un blend di  Petit Meslier, Chardonnay,

Pinot Bianco e Arbane. Il profumo da l’idea di avere nello Chardonnay un atout che lo ricama di florealità e di frutta esotica, però la mela renetta è ben espressiva e lo spunto agrumato è evidente. L’iniziale impatto gustativo è un po’ marcato da un piccante frizzante, subito però recuperato e riequilibrato da una delicata sapidità, tanto che il finale si fa morbido, al sapore di mandorla bianca e di leggero aroma fumé.

Champagne Laherte Frères Les 7 Extra Brut.  Il numero 7 sta a significare i sette vini che compongono la cuvée: Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Meunier, Arbane, Pinot Nero, Pinot Bianco e naturalmente il Petit Meslier. Ha un profumo di un’ampiezza espressiva, grande intensità di polpa di limone e di piccoli frutti di bosco, dall’uva spina al ribes bianco, per giungere anche alla ciliegia bianca e a una chiusura tostata (usano barrique della Borgogna). Il gusto ripresenta un sapore agrumato, un’acidità un po’ piccante (non ha fatto malolattica), ma non capace di minare l’equilibrio del vino. Infatti ha un finale creamy e una chiusura all’aroma di legno di una barrique nuova appena tostata.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)