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lunedì 23 giugno 2014 09:00:00

Un successo dell’Italia, una vittoria del Piemonte. Dopo dieci lunghi anni di lavoro dalla presentazione della prima candidatura i paesaggi vitivinicoli che si estendono nei territori delle Langhe, del Roero e del Monferrato entrano a pieno diritto fra i beni protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

La commissione riunitasi a Doha, capitale del Qatar, che ha presieduto i lavori della trentottesima sessione annuale del Comitato Mondiale dell’Unesco, ha riconosciuto quest’area come paesaggio culturale, una zona geografica cioè identificata da caratteristiche peculiari che rappresentano l’opera combinata della natura e dell’uomo.

Sono sei i territori d'eccellenza contemplati da poche ore nella cosiddetta Heritage List dell’Unesco: la Langa del Barolo, il Castello di Grinzane Cavour, le Colline del Barbaresco, Nizza e il Barbera, Canelli e l'Asti spumante, il Monferrato degli Infernot. Una vasta area che si sviluppa nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo, ricoprendo un’estensione di 10.789 ettari in 29 Comuni. 

«È un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura», ha commentato il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina. È infatti in assoluto il primo caso in cui l’Unesco riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano quale bene unico al mondo.

«I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato – ha aggiunto il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini – sono un esempio eccezionale di un paesaggio culturale plasmato dalla continuità di una tradizione antica di produzione vinicola di eccellenza mondiale».

Con una punta di orgoglio patriottico è significativo sottolineare che nemmeno le rinomate aree francesi dove nascono lo Champagne e il Bordeaux hanno ancora raggiunto questo traguardo.

Ora l’auspicio è che questo riconoscimento possa amplificare ulteriormente l’interesse culturale ed enogastronomico che da sempre attrae turisti in questo affascinante territorio.

 

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)