Statistiche

  • Interventi (1585)
  • Commenti (0)

Archivi

lunedì 13 maggio 2019 09:00:00

La riscossa del durello

Il Veneto potrebbe vantare un Metodo Classico degno della regione, e il candidato ideale a interpretare il ruolo del protagonista è un vitigno autoctono della zona compresa tra le province di Verona e Vicenza: la durella. Questa è da tempo l'affermazione condivisa da sommelier, giornalisti e produttori. La sua eccellente acidità, in effetti, può garantire basi ideali per vini spumanti ricchi e longeviL'attuale moda dei vini di spiccata acidità, provenienti da territori vulcanici (Etna in primis), rappresenta poi un incoraggiamento ulteriore a chi vorrebbe scommettere sul successo del vitigno venuto dai Monti Lessini.

L'uva durella

Basterebbe il nome a identificare le caratteristiche principali dell'uva durella, o i sinonimi con cui in passato è stata nota, da rabiosa a caina, passando per l'originaria duracina: buccia tesa, ostinata, e acidità tenace, anche dopo avere raggiunto la piena maturità. Una benedizione per chi vuol produrre vini spumanti in anni di riscaldamento globale e scompigli climatici, in linea con i suggerimenti dei ricercatori di Nature, che un anno fa invitavano a riscoprire vitigni poco considerati. In passato vinificata con bucce e raspi, spesso destinata a vino da taglio, per conferire nerbo a mosti fiacchetti, la durella ha cominciato ad acquisire dignità negli anni Ottanta. Nel 1998, poi, la nascita del Consorzio di Tutela del Lessini Durello, che oggi conta più di trenta aziende. 

I Monti Lessini

A tutelare la cifra acida della durella contribuiscono anche le alture dove oggi viene coltivata, 366 ettari in provincia di Verona e 107 in territorio di Vicenza, in quella zona nota come Lessinia. Il ricordo del mare preistorico precedente all'emersione dei vulcani è testimoniato dai fossili oggi esposti al Museo dei Fossili di Bolca. I vitigni, allevati sulle colline, beneficiano di sbalzi termici e irraggiamento adeguato. Il suolo lavico, composto da tufi e basalti, conferisce al vino caratteristiche peculiari. La presenza del Parco Naturale dei Monti Lessini, poi, racconta di biodiversità, di ambienti incontaminati e di pratiche agronomiche sostenibili. 

Un Metodo Classico per il Veneto

Che i produttori credano nelle potenzialità della durella come volano di un riconoscibile Metodo Classico regionale lo testimonia la sofferta decisione (per alcuni) di cedere la denominazione Lessini Durello al solo spumante prodotto in autoclave con metodo Martinotti, e di riservare al Metodo Classico una distinta denominazione, quella di Monti Lessini. Rinunciare alla più riconoscibile parola durello come veicolo di marketing non deve essere stato facile, ma riflette la (giusta) strategia di fare leva su un territorio specifico e, al contempo, di ritagliare uno spazio riservato al futuro più promettente della zona. 

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)