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lunedì 28 agosto 2017 16:30:00

Quando si capisce che l’estate sta finendo? Quando i siti online inglesi ricominciano a parlare di vino e salute! Sia chiaro, è un’affermazione che va presa con i toni della scherzosità, però è indubbio che quando i venti (per ora per niente freschi) dell’imminente autunno si apprestano a spostare le prime masse nuvolose il tema ritorna, ogni anno.

Il primo a trattare l’argomento quest’anno è “The Independent”, che esordisce: “Bere tè e vino potrebbe tenere lontano l’influenza”.

L’inizio dell’articolo è attizzante perché parte con un bel “il miglior rimedio potrebbe nascondersi nella tua cantinetta di vino o semplicemente in una tazza di tè”. Intendiamoci, l’affermazione ha alle spalle delle evidenze scientifiche, Washington University School of Medicine, dai cui report si evince che alcuni ingredienti presenti nei cibi, così come nel vino rosso, nel black tea e nei mirtilli possono aiutare a combattere i batteri delle infezioni influenzali e quindi prevenirla.

La chiave del successo sta tutta nei flavonoidi, i quali peraltro se non riescono a impedire l’influenza ridurrebbero il tempo di attesa per tornare in piena forma.

Articoli come questi, seppur interessanti, spesso fanno cadere nella trappola di non concludere la lettura perché catturati dalla parte ottimistica della notizia. Continuando ci si accorge che le informazioni complessive non avallano compiutamente la tesi del beneficio a tutti i costi. Se da una parte c’è del vero scientifico dietro questo studio, dall’altra c’è la necessità di imparare ancora molte cose, anche se il risultato attuale crea una situazione intrigante. Però prima di usare quest’informazione come una scusa per trasformare il vostro vino rosso favorito in uno sciroppo salutistico, o dedicarvi con passione a nuove versioni di vin brûlé, sappiate che la sperimentazione non è stata provata sull’uomo in correlazione alla specificità dei sintomi della malattia. Nel commentare l’articolo qui in redazione ci siamo detti: beviamoci un ottimo bicchiere di rosso perché ci va di apprezzarlo per quello che è (o perché fa buon sangue, come dicevano i nostri bisnonni), beviamoci del black tea quando e se ci va, e i mirtilli? È sì, quelli sono un problema. Nel gennaio 2016 Vanity Fair riportava che combattono la disfunzione erettile, lo stesso però il vino rosso e gli agrumi. Nel novembre del 2014 il Journal of Agricultural and Food Chemistry affermava che i mirtilli e il vino rosso fanno dimagrire, dilungandosi anche in tantissime altre virtù per i mirtilli: combattono invecchiamento delle cellule e le fragilità capillari, migliorano la vista, sono anche un antisettico; e poi le foglie, quelle sì che sono magiche perché proteggono dai danni del diabete, del fumo, dell’ipertensione, sono diuretiche e disinfettano le vie urinarie. Al che si è anche pensato di farsi un vino ai mirtilli, cosa peraltro già evidenziata dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità con il vino del mirtillo selvatico della penisola di Kamchatka, Vino Iz Golubiki Kamchadalka. Siamo nella Russia orientale dove per combattere il clima freddo questo nettare familiare è un puro aiuto, altro che i forse e i sé delle titolate Università occidentali!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)