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martedì 21 aprile 2015 16:30:00

Jumilla è un crocevia di camminamenti, un intreccio viario tra la Meseta, la Valle del Vina e poi ancora, giù a sud ovest il mare. La zona è anche un crocevia climatico, incontro e scontro tra mediterraneità e temporalità continentale. Estati lunghe e calde, calienti  a tal punto che l’aria si fa anche arida, e solo un terreno capace di trattenere molta umidità consente all’acino di non diventare asfittico, con una buona percentuale di limo che offrirà toni dolcissimi e saporiti ai profumi fruttati. Poi c’è anche della sabbia a raffinare le delicatezze di acidità e tannino per creare sottile corpo ed eleganza.

Qui domina il Monastrell e noi lo trattiamo in toto: Dulce Monastrell Olivares raccolta 2006, prodotto da Bodega Olivares, sede a Jumilla. Le uve della vendemmia 2006 provengono dal vigneto di Hoya de Santa Ana, a un’altitudine di 825 metri s.l.m.: indispensabile per non “cuocere e profumi”. I grappoli sono scelti dalle piante più vecchie (addirittura pre-fillossera) e sono lasciate in sovra maturazione per seccarle; quando tutto è equilibratamente pronto c’è vinificazione e tutto quanto di utile per fare un vino dolce, con residuo zuccherino di quasi 200 gr/l. C’è fermentazione in tino molto largo, chiaramente parziale, non fa barrique, di solito lo imbottigliano a tra giugno e agosto e poi lo lasciano in bottiglia per oltre 2 anni: quindi attenti al leggero – naturalissimo – deposito.

Ne esce un vino che trattiene nel colore tutte le sfumature di gioventù, e anche questo, pur essendo un 2006, ha ancora concentrazione granato e nuance violacee. Ma è nel profumo che troviamo la migliore gradevole sorpresa: frutta matura e sciroppata, ciliegia e mora, uno leggero spunto di uvetta rossa super appassita, quasi un dattero, poi qualcosa di balsamico e di fondente cacao, infine uno stupefacente erbaceo fresco, un po’ menta e peperoncino verde. Chiaramente è superfluo dire che è dolce, però – sottolineiamo però – quei 200 grammi zuccherini non si avvertono; c’è della grinta fresco/sapida e un sottofondo tannico che stempera la dolciura ed equilibra un volume liquido di setosa morbidezza. Avvolgente con sontuosa semplicità. Finale d’aroma scioccante per pepe nero dolce e cioccolato (eppur non fa legno). 

Si può sorseggiare a fine pasto in attesa del caffè, si può accostare a dolci a base di marroni, oppure alla zuppa inglese o ancora sorbirlo con della frutta candita. Oppure una provocazione: gelato al cioccolato.

Per il costo che ha, oscilla intorno a 30 euro, bottiglia da mezzo litro, ha un valore commerciale d’eccellenza. Un voto? 91/100! Meritati in pieno.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)